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martedì, 28 Maggio 2024

Omicidio Rosboch, Defilippi alla fidanzata: “Dobbiamo far sparire Gloria”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

di Giulia Zanotti

Aveva paura di finire dietro le sbarre. Quella vicenda legata ai 187 mila euro lo preoccupava, al punto che meditava di far sparire Gloria Rosboch. Gabriele Defilippi, il 23enne accusato di aver assassinato la sua ex insegnante, con la complicità del suo amante Roberto Obert, avrebbe esternato i suoi timori e la volontà di liberarsi della Rosboch alla fidanzata, Sofia Sabhou.
Pochi giorni prima della scomparsa della donna, avvenuta il 13 gennaio, Defilippi, ubriaco, avrebbe confidato alla ragazza di aver paura di passare tre anni in galera per truffa nei confronti della vittima. «Dobbiamo far sparire Gloria, anche mia mamma sa tutto», avrebbe detto alla Sabhou.
Sofia Sabhou ha raccontato la circostanza lo scorso lunedì nell’ interrogatorio davanti al procuratore di Ivrea Giuseppe Ferrando e oggi la testimonianza è stata prodotta nel corso dell’udienza del Tribunale del riesame sull’istanza di scarcerazione depositata dai legali di Caterina Abbattista, in carcere per l’omicidio col figlio Gabriele e il complice-amante di quest’ultimo, Roberto Obert. Rispondendo ad una domanda del procuratore, la ragazza, che non è indagata, ha detto di non avere dato peso ai propositi minacciosi del fidanzato in quanto pensava si trattasse solo di una scusa per troncare la loro relazione anche perchè De Filippi avrebbe aggiunto: «Non cercarmi, devo sparire per un pò».
Intanto Caterina Abbattista, madre di Defilippi e anche lei in carcere per l’omicidio dell’insegnante di Castellammonte, si è presentata al tribunale del riesame, che lunedì deciderà su istanza di scarcerazione presentata dai suoi legali. «E’ disperata -spiegano gli avvocati Matteo Grognardi ed Erika Gilardino- perché ha capito che suo figlio è l’autore di un gravissimo diritto, a cui ribadisce di non aver mai preso parte». La madre di Defilippi, sostengono i suoi legali, sarebbe stata a lavoro nel giorno dell’omicidio.

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