19.1 C
Torino
martedì, 26 Maggio 2020

Oddone di Savoia: la sfortunata storia di un principe

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Più letti

Nova Coop, 2,6 milioni di premio salario variabile collettivo ai dipendenti

NovaCoop, cooperativa piemontese di consumatori del sistema Coop, darà ai dipendenti un premio di salario variabile collettivo, che complessivamente supera i 2,6 milioni di...

Farinetti, Eataly: “Serve il prelievo forzoso sui conti degli Italiani per la ricostruzione”

Oscar Farinetti il proprietario Eataly, intervistato dal "Fatto Quotidiano", ha paventato una soluzione che secondo lui potrebbe risolvere il problema di come finanziare la...

“Italia ciao”, Povia cambia “Bella ciao” e fa infuriare gli antifascisti (VIDEO)

Il cantautore Giuseppe Povia, come aveva annunciato, ha rivisitato la canzone dei partigiani "Bella ciao", cambiando il testo in "Italia ciao". Una perfomance andata in...

Cronaca della notte di tensione al Caat

È tornata la normalità al mercato agroalimentare di Grugliasco, il Caat. Una notte difficile quella appena trascorsa. Una notte in cui la tensione ha...
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Scritto da Gabriele Richetti

Sua Altezza Reale il principe Oddone

- Advertisement -

Quarto figlio di Vittorio Emanuele II (e fratello del futuro re Umberto I), Sua Altezza Reale Oddone Eugenio Maria di Savoia nacque a Racconigi nel 1846.

- Advertisement -

La sua vita fu segnata, fin dall’età di due anni, da un grave male: nanismo, rachitismo e una evidente deformità lo privarono degli agi della vita di corte, indirizzandolo a una vita di sofferenze fisiche non indifferenti.

Oddone, nonostante tutto, crescendo dimostrò una mente vivace, dedicandosi allo studio e alle arti. Più gli anni passavano, più il giovane principe lasciava trasparire grande attitudine a scienza e cultura.

Il rapporto con Genova

Oddone trascorse l’estate del 1861 a Genova, precisamente a Pegli, nella Villa Lomellini Rostan: le sue precarie condizioni di salute consigliavano al giovane principe lunghi soggiorni al mare. Fu così che nacque lo speciale rapporto che lo legò, per la breve vita che ebbe, alla città di Genova e alla Liguria.

Grande amante del mare, Vittorio Emanuele II gli diede dunque il permesso di trasferirsi definitivamente sulla costa.

Grazie al clima mite, fisico e spirito ne giovarono. Oddone poté dunque dedicarsi alle sue grandi passioni: scienze, arti e studi di nautica regalarono allo sfortunato giovane – costantemente debilitato dal suo male – giorni sereni e, per quanto possibile, spensierati.

Fu a tal punto innamorato della riviera da essere nominato dal padre capitano di vascello della Regia Marina.

La residenza di Oddone divenne ben presto punto di riferimento per scienziati, accademici, studiosi e persone amanti dell’arte: una biblioteca ricchissima e fervidi dibattiti culturali animavano le giornate del principe, che istituì premi letterari e concorsi per la città di Genova.

I viaggi, gli ultimi giorni e l’eredità culturale

Nell’estate del 1862 Oddone partecipò con i fratelli a un viaggio culturale che lo portò a conoscere le città siciliane più importanti, Napoli, Pompei e infine Costantinopoli. La sua natura non poteva che rimanerne affascinata: l’antica capitale bizantina fece nascere in lui l’ennesima passione, quella per le antichità classiche e gli oggetti di antiquariato.

Dopo che, nell’estate del 1864, i medici gli sconsigliarono un altro viaggio, Oddone si dedicò ogni giorno alla sua nuova collezione archeologica, che aumentò costantemente, quasi che il principe si stesse accorgendo che i suoi giorni terreni stavano per finire.

Neanche ventenne, nella notte tra il 21 e il 22 gennaio 1866, Oddone di Savoia chiuse gli occhi per sempre, lasciando in eredità alla città di Genova una collezione ricchissima di reperti, libri e opere, custodite oggi nel Museo di Archeologia ligure e nella Galleria d’Arte Moderna, intitolata proprio a Oddone.

La Gazzetta di Genova dedicò al caro Oddone, che tanto aveva fatto per la città, una sentita commemorazione, della quale si riportano alcuni rilevanti stralci:

“Diseredato dalla natura che dotavalo di una costituzione inferma e predestinata a lunghe tribulazioni, quasi a compenso del martirio cui doveva riuscirgli la vita, la Provvidenza volle arricchirlo di un cuore e di una mente che gli aprissero il campo a fruire delle più soavi gioie dell’esistenza in quegli anni in cui la comune degli uomini riesce appena ad iniziarsi alla vita. Breve fu il passaggio del compianto Principe sulla terra, ma fu quale di brillante meteora che lascia dietro di sé durevoli raggi di luce. […] Conscio a persuaso del suo inevitabile fine, l’augusto Principe trovò sempre un’amica parola, un benevolo sguardo per salutare e ringraziare coloro che gli prestavano le loro cure e s’interessavano ai suoi patimenti. Dopo le cinque la prostrazione andò sempre crescendo e poco dopo la mezzanotte avea cessato di essere quel principe, che Genova avea imparato a benedire e la cui memoria conserverà indelebile tra le più care rimembranze”.

Così come fece la città di Torino (con il celebre corso Principe Oddone), anche Genova dedicò al suo amato cittadino d’adozione un tratto della neonata circonvallazione. Nonostante tutto, la dedica genovese durò fino al 23 marzo 1944, quando il governo repubblichino punì i Savoia cancellandone con una delibera prefettizia tutti i nomi dalla toponomastica della città. Neppure il principe Oddone fu risparmiato.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor
Nuova Società - sponsor per la tua pubblicità in questo spazio, contatta la redazione

Primo Piano

Scimmie prima dell’evoluzione, così il Banksy torinese rappresenta la folla per le Frecce tricolori

La folla che si è riversata nelle strade e nelle piazze di Torino per vedere il passaggio delle Frecce Tricolore è diventata...

Le Frecce Tricolori diventano un caso. Lo Russo: “Dalla sindaca servirebbe autocritica”

Troppa folla per vedere le Frecce Tricolori a Torino e sta diventando un caso il passaggio dei celebri aerei acrobatici che ha...

Assembramenti per le Frecce Tricolori, Appendino tira le orecchie ai torinesi

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, stavolta non elargisce complimenti ai suoi concittadini.E lo dice chiaramente: quanto accaduto oggi, lunedì 25 maggio,...

Lo Russo: “Appendino e M5s mendicano alleanze per il loro futuro”

Se nei giorni corsi si era fatto avanti l'ipotesi di alleanze politiche per le elezioni 2021, con Chiara Appendino che in un'intervista...

Coronavirus, in Piemonte 48 contagi

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato che i pazienti virologicamente guariti, cioè risultati negativi ai due test di verifica...