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lunedì, 27 Maggio 2024

“Natale coi fiocchi”: qualcuno chieda scusa ai torinesi. Anche con un’emoticon

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Andrea Doi

Magari basterebbe una emoticon.
Sapete quelle faccette che usiamo sui social o per comunicare nei messaggi e WhatsApp. Quei “cosi” gialli nel cui utilizzo la nostra sindaca è la prima della classe quando comunica sulla sua pagina Facebook. Mette sempre quello sorridente. Stavolta invece servirebbe quella con la faccetta triste, magari con una lacrimuccia che scende giù. Perché la vicenda di “Natale coi fiocchi” potrebbe avere un epilogo in cui c’è poco da ridere. E adesso non sarebbe male chiedere scusa. Perché prima di Natale la sindaca Chiara Appendino aveva usato gli smile come se non ci fosse un domani per raccontare ai torinesi come sarebbe stato magnifico e risparmioso “Natale coi fiocchi”. Cultura, divertimento e tradizione.

Com’è finita?
Male. Un prevedibile flop i cui danni, chiesti dal Comune, sono stati quantificati intorno ai 40 mila euro. Malissimo. La rabbia degli artigiani porterebbe ad una causa da cento mila euro contro la Città.
Il bando fu vinto da Cat, un’associazione di cui si è parlato molto all’epoca nonostante la sua breve biografia. C’è stato un esposto in Procura, presentato dal senatore del Pd Stefano Esposito (clicca qui), c’è un’inchiesta aperta che stabilirà se effettivamente ci sono state delle irregolarità e per sapere anche chi realmente c’è dietro questa sigla.

Così, giusto per placare le voci che dicono tutto e nulla. Che raccontano che già in estate, in Liguria, c’era chi si vantava che avrebbe gestito i mercatini di Natale a Torino. Ronzii anche su chi lavorasse o collaborasse in un’altra vita con le società arrivate seconde (per un loro errore) a Cat. Fino ad arrivare alle frasi dette con la mano davanti alla bocca che sostenevano che “Natale coi Fiocchi” era una cambiale elettorale pagata.
Tutto assurdo o alquanto inverosimile. Sussurri alle orecchie che non hanno un valore. Quello che conta è cosa i magistrati diranno in un futuro non così lontano sulla vicenda (clicca qui). A noi spetterà il compito della cronaca.
Vorremmo però tornare a quell’entusiasmo novembrino, quel clima frizzante di Natale che ha spinto tutti i torinesi a dire che il cambiamento di Torino, la morte di un “Sistema” passava anche da quei mercatini. Inebriati da vin brulè e promesse (ancora una volta non mantenute).
Il primo Natale dell’era Appendino doveva essere indimenticabile. Ecco: così non è stato.
E ora qualcuno dovrebbe chiedere scusa, dicevamo.
Conosciamo già la risposta: «è colpa degli altri e chiederemo i danni». Ma comunque un «ci siamo sbagliati ad affidare a questa o quella società il vostro Natale» non guasterebbe.
Magari basta l’emoticon giusta. Per una volta.

emotIconmoccon

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