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domenica, 21 Luglio 2024

Napolitano, archiviata la richiesta di impeachment

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Salta la messa in stato d’accusa del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. A decretarlo la votazione di questa mattina del Comitato parlamentare chiamato a esprimersi sulla questione, che con 28 voti a favore e otto contro ha deciso per l’archiviazione della richiesta di impeachment presentata dal M5s. L’istanza è stata ritenuta «manifestamente infondata» da Pd, Ncd, Sel, Scelta Civica, Popolari per l’Italia e Socialisti. Non ha partecipato al voto Forza Italia che, non potendosi astenere per regolamento, ha preferito non presentarsi in aula.
Il risultato della votazione ha prodotto aspre critiche, provenienti questa volta da due versanti solitamente contrapposti. Da una parte, come ci si poteva aspettare, il M5s e dall’altra Forza Italia. Grillo e Berlusconi, insomma, la strana coppia che per una volta sembra trovarsi dallo stesso lato della barricata a puntare il dito contro il presidente della Repubblica.
Il leader pentastellato come previsto ha preso piuttosto male l’archiviazione della richiesta di impeachment. «Come può rimanere ancora al Quirinale? Napolitano deve avere la dignità di dimettersi – ha detto Grillo – Bisogna capire quando si è a fine corsa e fuori ruolo. Lui lo è. Napolitano sta per compiere novant’anni, è in politica dal 1945, in Parlamento dal 1953, è peggio di una condanna all’ergastolo».
L’Italia, per dirla con le parole di Grillo, sembrerebbe condannata a un «Napolitano a vita», alle sue «originali interpretazioni monarchiche del ruolo di presidente della Repubblica» che, sempre secondo il leader 5 stelle, sarebbero alla base dei problemi del Paese.
Sulla stessa linea d’onda sembra essere ora anche Silvio Berlusconi, anche se per ragioni diverse. Pietra dello scandalo l’anteprima del prossimo libro del giornalista statunitense Alan Friedman apparsa ieri sul Corriere della Sera. Friedman infatti sosterrebbe che nell’estate del 2011 Giorgio Napolitano, al suo primo mandato come capo di Stato, avesse già iniziato ad adoperarsi per l’avvicendamento di Monti e Berlusconi al governo.
«La posizione di Forza Italia è chiara – spiega Renato Brunetta – Noi vogliamo la verità su quello che è acceduto tra l’estate e l’autunno del 2011. Su quello strano avvicendamento tra Berlusconi e Monti comandato a Palazzo Chigi dalle Cancellerie europee e, come sembra dalle ultime rivelazioni, dal volere quirinalizi».
Insomma, l’astensione di Forza Italia di oggi vorrebbe rivendicare la richiesta di un atto di chiarezza da parte di Giorgio Napolitano e allo stesso tempo, prende in certa misura le distanze dalle motivazioni che hanno spinto il M5s a chiedere l’impeachment.
Tuttavia mentre il presidente della Repubblica rimanda seccamente al mittente le accuse scatenate dalle presunte rivelazioni di Friedman, sostenuto in questo da Carlo De Benedetti e da Mario Monti citati come testimoni dal giornalista statunitense, il M5s pensa già a impugnare l’archiviazione di oggi. Sostenuto, chissà, anche da Fi che nel frattempo ha fatto chiaramente capire di aver giudicato piuttosto frettoloso il procedimento messo in piedi dal Pd.
Alessandra Del Zotto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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