24.3 C
Torino
mercoledì, 17 Luglio 2024

Munch avanguardista ante litteram in mostra al Palazzo Ducale di Genova

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Mara Martellotta
La mostra di Edvard Munch, che con oltre 120 mila visitatori ha caratterizzato il flusso turistico di Palazzo Ducale a Genova dal 6 novembre 2013 a oggi, è stata prorogata fino a domenica 4 maggio 2014. La data di chiusura della mostra era stata precedentemente fissata per domenica 27 aprile, ma, visto il grande successo ottenuto da critica e pubblico, l’installazione allestita nelle sale dell’Appartamento del Doge è stata prolungata.
La proroga della mostra premia la scelta coraggiosa degli organizzatori e del curatore dell’esposizione, Marc Restellini, di porre l’accento sui lavori più sofisticati e meno conosciuti dell’artista norvegese, nonostante l’assenza dell’Urlo.
Nel 150° anniversario della nascita del pittore norvegese Edvard Munch, Palazzo Ducale gli ha così dedicato una esposizione che porta nelle sue sale circa 150 opere, tra cui molte litografie e acqueforti provenienti da collezioni private.
Munch, uno dei primi pittori espressionisti, fu artista poliedrico e maestro nella rappresentazione dell’angoscia e dell’interiorità misterica della donna, un’angoscia che trapela dalle sue linee sinuose e continue che avvolgono in un vortice i personaggi rappresentati, conferendo loro una tipica dimensione psicologica interiore, dissociata dal circostante.
Munch fu anche un rivoluzionario di linee accademiche e pittoriche, ma anche di linee di pensiero artistico che si staccarono profondamente dai suoi contemporanei, facendo di lui un esempio artistico isolato tra Otto e Novecento. Quando a Parigi si imponeva la rivoluzione impressionista della pittura en plein en air di Monet e Renoir, nel Nord Europa Munch già stabiliva i tratti e la identità di uno stile avanguardista ante litteram.
Del resto la sua personalità era in conflitto con il suo stesso aspetto: era un uomo elegante in pubblico, ma percorso da una sensibilità straziante e nevrotica insolitamente poetica e non pittorica, che l’artista tentava di ammaestrare con l’alcool e l’ascesi artistico-pittorica.
Il curatore della mostra è Marc Restellini, direttore della Pinacotheque de Paris, il quale già nel 2010 organizzò un’esposizione dedicata a Munch che fu visitata da più di 600.000 persone.
«Munch dipinge ciò che vede – dice Marc Restellini – ma oltre le proprie paure ha anche una nuova visione dell’arte che è pura avanguardia, e in questa mostra sono esposte le sue opere più belle, sentite, amate e sofferte».
«La mostra racconta – aggiunge Restellini – un Munch artista che potremmo in qualche modo considerare il contrario di tutto ciò che esisteva fino ad allora. Munch si oppone deliberatamente a ciò che vede e conosce. In una logica quasi anarchica, si mette in contrasto con l’impressionismo, il simbolismo, il naturalismo per inventarsi una forma di espressione artistica in rivolta contro tutto ciò che sin dalla sua infanzia gli è stato presentato come regola sociale. È sorprendente scorgere così presto nella storia dell’arte moderna un artista capace di staccarsi da tutte le convenzioni alle quali ci avevano abituati gli artisti e i movimenti precedenti; ed è prodigioso notare sin dagli anni Ottanta dell’Ottocento come Munch si accanisca sugli strati di colore, vederlo letteralmente solcare la superficie pittorica o lasciare le sue tele esposte alla pioggia e alla neve».
L’evento si allaccia ad un’altra esposizione che vede opere di Warhol realizzate ispirandosi a Munch. All’interno del percorso infatti, il visitatore potrà apprezzare anche la mostra “Warhol after Munch”, che presenta alcune opere realizzate da Andy Warhol ispirandosi alla produzione di Munch. Warhol, che si è anche ispirato a altre opere di autori, ma stravolgendole, invece, nel caso di Munch, si è mantenuto fedele all’originale e il confronto tra le opere dei due artisti consente di coglierne le similarità.
La mostra è promossa dal Comune di Genova e da Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, ed è prodotta da Arthemisia Group e 24ORE Cultura – Gruppo 24 ORE.
Orari: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00. Lunedì dalle 14.00 alle 19.00. La biglietteria chiude un’ora prima.
Biglietti: intero € 15,00; ridotto € 14,00 per giovani fino a 25 anni, maggiori di 65 anni, gruppi di almeno 15 persone e apposite convenzioni; ridotto speciale per scuole e minori di 18 anni.
Telefono: +39.010.9868057
E-mail: biglietteria@palazzoducale.genova.it
Sito web: Palazzo Ducale

©RIPRODUZIONE RISERVATA

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano