18 C
Torino
domenica, 14 Luglio 2024

Molinette, muore per malaria non diagnosticata: chiesti otto rinvii a giudizio

Più letti

Nuova Società - sponsor
Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Un anno e mezzo tra letti di ospedali e analisi mediche per morire di malaria senza che nessuno riuscisse a diagnosticarla. È quanto accaduto a un ingegnere torinese di 58 anni nel 2009 e per il cui caso è stato chiesto dalla Procura il rinvio a giudizio per otto medici dell’ospedale Molinette.
Omicidio colposo è l’accusa per i camici bianchi che, pur sottoponendo l’uomo a numerosi accertamenti, non avrebbero mai chiesto una consulenza infettivologica nonostante il paziente presentasse sintomi tipici di queste malattie.
Un destino beffardo quello dell’ingegnere che lavorava alla Goodyear: già perchè lui non era mai stato in Africa, ma il virus aveva viaggiato fino a Torino. Tutto per colpa di una zanzara che si era depositata sui pneumatici di un’automobile che per lavoro aveva dovuto controllare. Una puntura come tante altre, fastidiosa, ma che non sembrava avere lasciato conseguenze.
Infatti, la malaria ha quasi un mese di incubazione. Poi i primi sintomi nel novembre del 2008: febbre e tremori che inizialmente vengono confusi con le conseguenze di un piccolo intervento programmato da tempo. Ma nonostante gli antibiotici la condizione dell’uomo non migliora e iniziano i tentativi a vuoto. Ricoverato alle Molinette gli viene prelevato del midollo per escludere che si tratti di leucemia, poi gli viene asportata la milza e diagnosticato un linfoma da curare con chemioterapia.
E il peggio deve ancora venire. È nel gennaio del 2009 che in seguito a un attacco epilettico l’ingegnere cade in un coma da cui non si risveglierà più per morire nel giugno del 2010 in seguito a una broncopolmonite. In questi lunghi mesi a permettere la giusta diagnosi sarà un’amica della sorella che raccontò di un suo viaggio in Africa in cui fu colpita da malaria, descrivendo sintomi simili a quelli dell’uomo. Ma a quel punto le cure risultarono inutili.
Per questo la famiglia ha sporto denuncia alla Procura nei confronti dell’equipe, tra cui anche il responsabile del reparto di Ematologia Umberto Vitolo. Ora le indagini sono concluse e i magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio per i medici al gip che si pronuncerà il prossimo 23 gennaio.

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano