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martedì, 23 Luglio 2024

Mirafiori, altri 12 mesi di cassa integrazione

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di Moreno D’Angelo
Ci saranno altri 12 mesi di cassa integrazione per oltre 700 addetti alle Presse di Mirafiori. E’ quanto emerso dopo l’incontro in Regione Piemonte dove si è svolo l’esame congiunto per il rinnovo della cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione alle Presse. Un esame congiunto per modo di dire però per la Fiom che evidenzia come con questa proroga si arriverà a ben 32 mesi complessivi di cassa integrazione per i lavoratori in questione. L’organizzazione dei metalmeccanici della Cgil stigmatizza e sul fatto che Fim, Uilm, Ugl e Fismic non abbiano voluto che i rappresentanti della Fiom fossero presenti alla trattativa che procede su tavoli separati. «E’ incomprensibile che la Regione continui a avallare la pretesa delle altre organizzazioni di svolgere separatamente dalla Fiom l’esame, che non a caso si chiama congiunto, sulla cassa integrazione straordinaria per Fca e per Cnh Industrial» dichiara il segretario provinciale della Fiom torinese Federica Bellomo che invita le altre organizzazioni a cogliere le novità e cambiare registro anche a Torino: «Abbiamo – ricorda la Bellomo – appena siglato un accordo per eleggere insieme i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza e a Brescia, in uno dei più grandi stabilimenti del gruppo, la direzione per la prima volta ha chiamato insieme tutte le organizzazioni allo stesso tavolo per parlare dei problemi aziendali».
Duro il commento di Lino La Mendola, responsabile della Quinta Lega della Fiom, che definisce illegittima la procedura fino a ora seguita: «il fatto che le altre organizzazioni sindacali discriminino la Fiom, in una procedura prevista dalla legge che non centra nulla con il contratto aziendale, è un fatto che ricorda tempi antichi e che si commenta da sé».
In materia di cassa integrazione gli ultimi dati rilevati a livello nazionale attestano un calo del 6% ma i bilancio per i 530mila lavoratori coinvolti è ancora pesante e nel 2014 il monte ore cig ha superato quota 1,1 miliardi.

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