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giovedì, 28 Ottobre 2021

Minimarket etnici, Appendino: “La chiusura alle 21 utile per i controlli"

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Barbara Giuva
Esperta di immagine, relazioni esterne e cerimoniale pubblico. Dopo molti anni dedicati alla politica, di recente ho approfondito la passione per la scrittura soprattutto su temi di costume e società che rendono un po’ più “leggera” la nostra quotidianità.

«Sono d’accordo su un provvedimento che limiti l’orario di apertura alle 21. Non è certo una questione di etnia o religione perché non riguarda il soggetto non italiano che gestisce quell’attività». Così la sindaca di Torino Chiara Appendino ha commentato, nel corso del programma Rai UnoMattina, l’ipotesi di chiusura anticipata dei market etnici prevista nel Decreto Sicurezza.
Per la sindaca si tratta di un’iniziativa che aiuterebbe i controlli rispetto attività commerciali che, vendendo bevande alcoliche a basso costo tutta la notte, creano disagio e problemi di ordine pubblico.
«Ora dobbiamo vedere – ha precisato Appendino – come è scritto l’emendamento che deve mettere al centro la qualità della vita dei cittadini nelle città dove ci sono difficoltà».
Sulla necessità di un provvedimento ad hoc Appendino ha ricordato come «le ordinanze dei sindaci non sono sufficienti perché sono contingibili, urgenti e in zone molto limitate per questo, dove ci sono difficoltà grosse, un intervento normativo è necessario dato che, dopo le liberalizzazioni, i sindaci non hanno più la possibilità di governare in modo positivo lo sviluppo del territorio».
Nell’ambito degli interventi attuati dalla Città contro la “malamovida” Appendino ha sottolineato come «i risultati delle ordinanze applicate finora sulla vendita di alcol da asporto sono ottimi ma è molto difficile fare i controlli e la chiusura alle 21 aiuterebbe molto».
I commercianti plaudono ad un intervento che potrebbe ridimensionare l’aggressività di chi vende sottocosto, limitando i disagi annessi. Certo gli stessi disagi non si riscontrano per i minimarket collocati lontane dalle zone della movida, ma intanto le proteste per degrado, sporcizia e schiamazzi, come ammesso dall’assessore al commercio Alberto Sacco, non accennano a scendere.
Un cenno infine al clima che si riscontra a San Salvario, una delle zone più interessate dal binomio movida – banglamarket, dove continuano a registrarsi situazioni di pericolosità e disagio specie per le donne anche in prima serata per la consistente presenza di spacciatori sotto i portici di via Nizza e dintorni.

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