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giovedì, 28 Ottobre 2021

Medici poliziotti torinesi salvano la vita ad un dodicenne

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Nicola Rossiello
Romano di nascita, fieramente “terrone” di origini e orgogliosamente torinese di adozione. Poliziotto di professione dal 1986 e da subito impegnato nel Sindacato di polizia. Oggi faccio il Segretario Generale del SILP CGIL Piemonte.

Ci sono fatti e situazioni che meritano una narrazione anche differita nel tempo, che superano per il valore intrinseco la regola della tempestività che appartiene al funzionamento dei media. Una storia a lieto fine, un momento peculiare per prontezza, determinazione e intesa.  

Quando hanno percepito l’emergenza e la gravità dei fatti ci hanno pensato un attimo, sono intervenuti, insieme, condividendo la sorte, come nella vita che hanno scelto insieme

Due medici della Polizia di Stato in forza all’Ufficio Sanitario della Questura di Torino si trovavano in vacanza, a luglio, con la loro figliola, in un villaggio turistico di quella Calabria che qualche giorno dopo sarà devastata dagli incendi. Hanno scelto di trascorrere un periodo di meritato riposo dopo aver affrontato la terribile emergenza da Covid-19, con la gestione dei contagiati e la contestuale campagna di somministrazione dei vaccini che ha interessato il 90% dei più di 3.000 tra poliziotte e colleghi delle varie articolazioni torinesi.

Un giovane minorenne ha rischiato di annegare anche a causa del sopraggiungere di una crisi epilettica che, di fatto, gli ha impedito di mettersi in salvo, ma ha anche reso difficoltose le operazioni di recupero in acqua e di soccorso a terra.

Ma G. e A., i quali si trovano in spiaggia alle prese con la loro bimba nata da qualche anno soltanto, sono due medici e, resisi conto dell’emergenza in atto sono intervenuti senza indugio praticando le necessarie manovre salvavita. Dieci minuti interminabili, di angoscia e timore che il giovane non potesse farcela. Poi il recupero delle funzioni e il successivo arrivo dei soccorritori che hanno trovato il giovane già cosciente e non più in pericolo di vita. 

Ad essere salvato un dodicenne residente in Toscana. Eroi di giornata i due medici della Polizia di Stato, marito e moglie originari della Sicilia, ma in servizio tra Catania e Torino che, per fortuna del giovane, si trovavano ospiti di una struttura turistica insieme alla loro figliola. 

La corsa contro il tempo, in uno stabilimento balneare di Capo Vaticano. Il piccolo stava giocando a riva sotto gli occhi dei genitori. Improvvisamente è stato colto da una crisi neurologica e, perdendo i sensi, si è lasciato andare in mare nel volgere di pochi secondi. In balia delle onde è stato raggiunto dal papà che lo ha portato a riva, dove G. e A. lo hanno poi salvato praticandogli le manovre salvavita in perfetta intesa. 

Fra l’apprensione dei genitori e delle decine di persone che affollavano la spiaggia, G. e A. non ci hanno pensato un attimo e sono riusciti a rianimare il giovane prima che fosse troppo tardi. Richiesto nel frattempo l’intervento dei soccorritori sul posto è intervenuto il personale del 118. Il ragazzo è stato quindi trasportato d’urgenza al pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia, in osservazione ma non in pericolo di vita, ricoverato presso il reparto di pediatria del nosocomio. 

Da noi interpellati, con riserbo, hanno a fatica rilasciato pochissime parole: “abbiamo immediatamente percepito il pericolo e verificato lo stato di incoscienza sulla riva e senza esitazione abbiamo messo in atto le manovre di rianimazione. In quel momento non abbiamo sentito nulla, era come se fossimo noi e lui da soli, con la fortuna di operare, tra noi, in perfetta intesa personale e professionale. Sapere che era in salvo è stato emozionante e abbiamo riabbracciato la nostra piccola lasciata in compagnia di amici. E’ chiaro che si è trattato di un passaggio di per sé quasi ordinario per due medici, ma caratterizzato da un importante carico emozionale“. 

Una narrazione che ci riguarda da vicino perché da tempo G. opera nella nostra città e tra qualche tempo anche A. potrà lasciare la meravigliosa terra di origine siciliana per raggiungere il compagno di vita e di sorte.  Un filo indissolubile legherà reciprocamente i due medici al giovane che, grazie alla prontezza del papà e dei due soccorritori ha trasformato quello che poteva diventare un’irrimediabile tragedia in una storia a lieto fine.

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