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martedì, 21 Maggio 2024

Matteo Renzi, eja eja alalà

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Il primo ministro italiano va in visita in una scuola elementare, dove i bambini schierati in fila e ben sorridenti intonano una canzoncina scritta per l’occasione. “Facciamo un salto/ battiam le mani/ Ti salutiamo tutti insieme/ Presidente Renzi”.
Di sicuro in molti devono aver pensato che si trattasse di Benito Mussolini, e che quei bambini fossero dei piccoli Balilla in fila per il Duce. E invece siamo nel 2014 e il destinatario dell’omaggio, fatto dai bambini delle elementari Raiti di Siracusa è il neo premier Matteo Renzi che in visita nella città siciliana, come avvenne anche per Treviso, ha voluto incontrare i piccoli studenti e parlare con loro.
Mossa che però ha suscitato non poche critiche. In particolare dal Movimento Cinque Stelle che non ha esitato a paragonare l’ex sindaco di Firenze a Mussolini. «Ricorda in peggio gli incontri di Mussolini con i figli della Lupa» ha infatti commentato Beppe Grillo sul suo blog.
Frasi a cui ha replicato in serata Renzi: «Non vuole che io vada nelle scuole, mi vorrebbe rinchiuso nel palazzo. Ma io sto con gli studenti, le insegnanti, le famiglie e i sindaci. Mentre i suoi stanno fuori ad urlare con Forza Nuova».
Un botta e risposta a cui i due ci hanno già abituato. Tuttavia, senza aver una parte da cui schierarci, non si può tralasciare il fatto che le uscite del nuovo premier risultano sempre molto studiate mediaticamente. Dalla sua investiture in perfetto Obama-Style, quando è salito al Quirinale assieme alla moglie e ai figli, fino agli incontri con gli studenti, i giovanissimi a cui il giovane Renzi dice sempre di voler dare ascolto.
Certo, di sicuro nei libri di storia non ci sono ancora stampate le canzoni e i cori da intonare al primo ministro. Però, come si sa, e come ha insegnato il recente ventennio, oltre che quello fascista, la propaganda è il miglior alleato per il successo politico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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