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mercoledì, 17 Luglio 2024

L’organizzazione criminale dietro le penne vendute per beneficienza

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

E’ stato il Reparto Operativo Speciale delle Polizia Municipale di Torino a scoprire, dopo 11 mesi di indagini, quanto si celava dietro la vendita per strada di penne e gadget per beneficenza. Già, perchè quella che sembrava un’innocua proposta di acquisto celava una vera organizzazione criminale chiamata, dai suoi componenti, “La propaganda”.

Le indagini coordinate dalla pm Eugenia Ghi hanno permesso di accertare un modus operandi che era non solo praticato a Torino ma anche in altre città del nord: la vendita di penne e gadget da parte di venditori reclutati su Facebook. I venditori facevano credere che il ricavato serviva per la lotta alla tossicodipendenza o all’Aids, in realtà gli incassi andavano dai 300 ai mille euro al giorno: di questa cifra il 30-40 per cento finivano nelle casse dei capi. Quattro di loro sono stati arrestati per associazione a delinquere finalizzata, al furto, alla truffa e violenze.

Le vittime delle truffe erano soprattutto minori e studenti che subivano pressioni psicologiche, e a volte anche fisiche, fino ad arrivare a pagare anche 50 euro per una penna. 

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