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martedì, 21 Maggio 2024

Liceo Gioberti occupato, “la nostra risposta alla violenza subita in piazza Arbarello”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.


Il liceo Gioberti di Torino è stato occupato dagli studenti questa mattina per protestare contro le violente carichi di polizia durante la manifestazione di venerdì scorso in piazza Arbarello. 

“Questa è la nostra risposta alla repressione subita in piazza Arbarello. La morte di Lorenzo Parelli (il 18enne morto ad Udine durante lo stage di alternanza lavoro,ndr) non deve passare sotto silenzio”. Sono circa trecento i giovani che, dopo essere stati in assemblea, hanno deciso di restare in cortile. L’intenzione è quello di proseguire a oltranza.

In una successiva conferenza stampa gli studenti vittime di violenza durante il tentativo di corteo dello scorso venerdì hanno detto la loro: “Io da studentessa del gioberti, – racconta una testimone – con tante altre persone sono scesa in piazza per rivendicare l’ingiustizia della morte di un mio coetaneo e con tante amiche e amici avevo portato dei gessetti per poter scrivere per terra in piazza e dei cartelli in modo che si potesse esprimere il cordoglio. Nel momento in cui abbiamo provato a interloquire con le forze dell’ordine per poter anche far defluire le persone in piazza per un corteo di cordoglio ci è stato vietato e ci è stato praticata violenza, siamo stati picchiati e noi ne siamo la prova fisica e psicologica. Nel nostro tentativo di usare il suolo pubblico per esprimere cordoglio e dolore per una persona noi siamo stati chiusi dentro una piazza che aveva anche un parcheggio e che non ci ha nemmeno permesso di poter camminare liberamente”.

“Torneremo – concludono – per un’altra manifestazione pacifica e spontanea venerdì prossimo perchè noi pensiamo che basti la morte di uno studente per esprimere dolore e pensiamo che basti per esprimere il proprio dissenso e la propria opinione” concludono gli studenti. 

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