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lunedì, 15 Luglio 2024

Liberalizzazione della cannabis, il Comune approva l’appello al Parlamento

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Dopo che negli Stati Uniti stanno passando numerose leggi a favore della liberalizzazione della cannabis, ora anche in Italia ci si sta muovendo verso un’apertura e Torino è la prima grande città d’Italia a fare passi in questo senso.
Ovviamente non si sta parlando di consumo, produzione e condivisione libera immediata, però la richiesta partita dal Comune e inviata al Parlamento cerca di andare verso quella direzione. E se all’inizio si pensava che potesse passare solo una seconda mozione che prevedeva l’utilizzo per uso terapeutico, per via di un possibile voto contrario di moderati e cattolici, ci si è dovuti ricredere e, un po’ a sorpresa, la Sala Rossa ha votato a favore.
Il testo, proposto come ordine del giorno da Marco Grimaldi di Sinistra Ecologia e Libertà insieme ai consiglieri piddini Silvio Viale, Luca Cassiani e Lucia Centillo chiede che si possa «passare da un impianto proibizionistico a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe leggere», con particolare riferimento alla cannabis e ai suoi derivati, «ferme restando le normative repressive del traffico internazionale e clandestino di droghe, oggetto di convenzioni internazionali».
Il sindaco Fassino ha preferito non pronunciarsi in merito, astenendosi dal voto insieme ai democratici Alessandro Altamura, Marco Muzzarelli, Gianni Ventura e alla “moderata” Piera Levi-Montalcini, mentre la maggior parte a votato a favore, in uno slancio antiproibizionistico. L’ordine del giorno è infatti stato approvato con 15 voti a favore, 13 contrari e 6 astenuti. E visto la quasi parità tra favorevoli e contrari, a fare la differenza e far pendere la bilancia verso il sì sono stati i voti dei due esponenti dei Cinque Stelle Chiara Appendino e Vittorio Bertola, che si sono aggiunti ai tredici consiglieri del centro sinistra, tra cui, oltre ai firmatari, ci sono il capogruppo Michele Paolino, Guido Alunno, Andrea Araldi, Mimmo Carretta, Gioacchino Cuntrò, Giusi La Ganga, Marta Levi, Laura Onofri e l’ex Idv Beppe Sbriglio.
Hanno invece votato contro la cattolica del Pd Domenica Genisio, i moderati Michele Dell’Utri, Rocco Lospinuso, Giovanni Porcino e il presidente Giovanni Maria Ferraris. «Un conto è depenalizzare, un altro legalizzare» dicono.
Decisamente contrari e furiosi gli esponenti del centrodestra, tra cui il vicepresidente del Consiglio, Silvio Magliano del Ncd, e i colleghi di Lega e Fratelli d’Italia, che attraverso il capogruppo Maurizio Marrone attaccano: «È incredibile che la stessa sinistra, puritana su alcol, gioco d’azzardo e tabagismo, rispolveri una doppia morale a uso e consumo di un antiproibizionismo diretto a proclamare lo spaccio di Stato. Ricordiamoci dei tanti giovani in comunità per il difficile e lungo percorso di disintossicazione dalle droghe». A Fdi si aggiunge il commento della Lega, per voce del capogruppo Farbizio Ricca: «La liberalizzazione delle droghe leggere non è sicuramente una priorità per la nostra città. Ma visto che la maggioranza in questo momento lo considera un problema di importanza fondamentale, dichiariamo la nostra contrarietà».
Ovviamente soddisfatto Grimaldi: «Torino è la prima grande città in Italia a pronunciarsi sull’abrogazione della legge Fini-Giovanardi e sulla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere. Vogliamo mettere fine alle politiche proibizionistiche che hanno solo regalato ai narcotrafficanti centinaia di miliardi di euro, e togliere dall’illegalità centinaia di migliaia di cittadini».
Ampiamente più condiviso invece un secondo ordine del giorno in materia, presentato con ampio sostegno bipartisan e approvato con 24 voti favorevoli. Nel testo si chiede alla Giunta «di adoperarsi nei confronti della Regione Piemonte per concedere l’uso terapeutico della cannabis terapeutica ai malati, e nei confronti del Ministero della Sanità per la produzione di farmaci sintetici e naturali a base di cannabinoidi».

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