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mercoledì, 23 Ottobre 2024

L’evoluzione del gioco competitivo degli eSport

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“I videogiochi fanno male” è ormai una di quelle affermazioni obsolete che è bene rilegare al millennnio passato, in quanto ormai è dimostrato esattamente l’opposto. Negli ultimi anni è diventato sempre più evidente che il gaming non sia un’attività fine a sé stessa ed esclusiva per i più giovani, ma anche un modo di tenere il cervello attivo ed allenato, e la categoria di gamer non è più considerata una nicchia reiettadalla la società ma una forza che sta trainando l’economia mondiale. 

Il fenomeno degli eSport è l’esempio più lampante di come il gioco di agilità mentale stia catturando l’interesse del pubblico al di sopra degli sporto fisici: eSport sta per Electronic Sport e racchiude tutta la categoria di videogiochi competitivi portati al livello agonistico e professionale.

I primi tornei di eSport sono stati organizzati negli anni ‘80 quando ancora il mercato era al livello embrionale e si giocava in roventi scantinati, ma già allora gli esperti del settore vedevano l’immenso potenziale che si celava dietro quei pixel, ed è grazie ai quei pionieri che la domanda ha fatto schizzare l’offerta delle case di sviluppo e dato un calcio in avanti alla tecnologia, arrivando alle grafiche e prestazioni che fanno del mondo del gaming una potenza mondiale.

Un giro d’affari da milioni di dollari

I tornei che fanno il giro del mondo, sono composti quasi sempre da squadre che si sfidano in diretta streaming per gli spettatori da tutto il mondo.
Le categorie di gioco sono diverse tra loro ed alcuni titoli si prestano più di altri a questo genere di competizioni, tra i nomi più famosi troviamo League of Legends della Riot, Overwatch, Heroes of Warcraft, Starcraft II e Call of Duty della Blizzard Activision, Counterstrike e FIFA.

Il giro di denaro attorno a questi eventi è diventato talmente grande che i giocatori sono considerati professionisti con contratti che rivaleggiano tranquillamente con le cifre guadagnate dai nostri sportivi ed i premi globali messi in palio arrivano a toccare le vette dei 500 milioni di dollari. 
Del resto le case di sviluppo tecnologico sono le prime a sponsorizzare questi eventi, portando in campo le loro ultime e più avanzate creazioni e facendole mostrare al mondo da dei professionisti, affiancati anche da grandissimi altri nomi non appartenenti al settore come Coca Cola.

Tristemente ovvio come l’Italia non abbia approfittato di questo fenomeno in crescita e sia rimasta indietro rispetto al resto del mondo che ha già abbracciato gli eSport come discipline vere e proprie mentre il nostro paese si è accorto della loro legittimità solamente nel 2014, quando finalmente ha cominciato ad organizzare delle leghe dilettantistiche. 

Scommesse senza limiti

Come tutte le discipline sportive, anche gli eSport sono ormai una bella fetta del mercato delle scommesse ed è consuetudine ormai trovare la loro sezione dedicata nei casinò stranieri, mentre non ci sorprendiamo nel vedere che molti dei siti nostrani siano ancora indietro.

Fortunatamente il mercato delle scommesse online è ricco e molto attivo all’estero ed è facilissimo trovare bookmakers senza limiti di puntata tra la miriade di casino stranieri che accettano italiani, e gli streaming stessi dei tornei sono reperibili gratuitamente sui canali di streaming dedicati come Twitch.

Le somme da capogiro e gli introiti scaturiti sono sintomi lampanti di come un torneo di questo tipo non sia guardare ragazzini giocare a dei videogiochi, ma dei professionisti formati da anni di allenamento nelle accademie specializzate (che ormai sono floride e ben collaudate all’estero), circondati da commentatori esperti, sviluppatori, arbitri e il piacere di vedere una passione portata al più alto vertice della sua declinazione come per qualunque altro sport.

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