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sabato, 25 Maggio 2024

Letta: “Dimissioni irrevocabili”. Parte il toto ministri

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Enrico Letta lascia. Sono «dimissioni irrevocabili» quelle rassegnate oggi dal premier al Capo di Stato Giorgio Napolitano. Nessuna possibilità di tornare indietro, quindi, per un presidente del Consiglio “sfiduciato” dal suo stesso Partito Democratico.
Alle 13 in punto, quindi, arriva l’addio, che Napolitano sceglie di non portare in Parlamento, nonostante le insistenti richieste di Forza Italia e Movimento 5 Stelle.
Ora, iniziano le consultazioni, che «si concluderanno» in tempi rapidi, «nella giornata di domani», come si legge nel comunicato stampa diramato dal presidente della Repubblica, che continua:  «Il Parlamento potrà comunque esprimersi sulle origini e le motivazioni della crisi allorché sarà chiamato a dare la fiducia al nuovo Governo». La nota si conclude auspicando «una efficace soluzione della crisi, quanto mai opportuna nella delicata fase economica che il paese attraversa e per affrontare al più presto l’esame della nuova legge elettorale e delle riforme istituzionali ritenute più urgenti».
Intanto, Letta scrive il proprio commiato su Twitter: «Al Quirinale a rassegnare le dimissioni al Capo dello Stato. Grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato. “Ogni giorno come se fosse l’ultimo».
Ora, con le riforme ancora tutte le fare (legge elettorale in primis) la palla passa ufficialmente a Matteo Renzi. E parte il toto ministri, con il leader del Pd che parla di una «lista snella», di soli dodici componenti, il ché comporterebbe decisi tagli ai numeri dell’attuale esecutivo, anche tra quelli del Pd.
Si parla di Lucrezia Reichlin come del prossimo ministro dell’Economia, dell’economista Tito Boeri o del politico Guglielmo Epifani al Lavoro, della riconferma di Andrea Orlando all’Ambiente. In forse Dario Franceschini ai Rapporti con il Parlamento, mentre è quasi certa la presenza di Graziano Delrio alla Presidenza del Consiglio. La Difesa molto probabilmente andrà al Pd con Federica Mogherini o Roberta Pinotti, mentre Michele Vietti potrebbe sostituire la Cancellieri alla Giustizia. Angelino Alfano va verso la conferma all’Interno.
Intanto divampa la protesta dei grillini. Beppe Grillo tuona contro Renzi e assicura che i suoi non andranno alla consultazioni in Quirinale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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