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domenica, 21 Luglio 2024

Legambiente Piemonte: “Il piano antismog non è più rinviabile”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Moreno D’Angelo

«Basta discussioni e rinvii per il piano antismog. Sono passati due anni dall’annuncio di revisione del piano di cui non si vede traccia». Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, sollecita la Regione Piemonte affinché assuma un impegno vincolante sui tempi di redazione e approvazione del piano per combattere la cattiva aria che si respira in tutti i capoluoghi piemontesi. Dati confermati dall’ultimo rapporto “Mal’aria 2017” dove emerge come i capoluoghi piemontesi e Torino in particolare siano ordinari gli sforamenti nei rilievi di particelle. Una emergenza che, per il rappresentante di Legambiente rappresenta: «una questione di serietà istituzionale ma anche di rispetto per la salute dei cittadini quotidianamente esposti a livelli altissimi di smog». Una emergenza che ha sviluppi molto problematici per a salute a partire da anziani e bambini e sulla quale servono linee di intervento ancora più efficaci di fronte al mare di auto e impianti di riscaldamento che sono tra le principali cause del mal d’aria in Piemonte. La drammaticità della situazione è dimostrata dal fatto che non sia ancora finito gennaio e i principali capoluoghi piemontesi hanno già consumato gran parte del bonus dei 35 giorni di sforamento previsti per le Pm10 per l’intero anno. I dati emergono dai rilievi settimanali effettuati da Arpa Piemonte(Agenzia Regionale Protezione Ambientale).

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