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venerdì, 14 Agosto 2020

Le armi e il missile scoperti a Torino servivano per un attentato degli ucraini contro Salvini? Le rivelazioni del ministro

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società, di cui è il direttore dal 2017.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini rivela che il missile sequestrato a Torino ad un gruppo di estremisti poteva essere usato per un attentato contro di lui.

Secondo il vicepremier a portare alla scoperta dell’arsenale è stata una segnalazione di un anno fa. Lo ha spiegato lo stesso Salvini rispondendo a una domanda sul ritrovamento della Santa Barbara.

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«Sono contento di essere stato utile per far scoprire la cosa, trovare questo missile – ha spiegato Matteo Salvini – Sapevamo della segnalazione, era una delle tante minacce di morte che mi arrivano quotidianamente di cui non faccio pubblicità. In questi casi non sai mai se hai a che fare con un matto, con un mitomane, o qualcosa di serio. La segnalazione riguardava un gruppo ucraino che avrebbe voluto attentare alla mia vita».

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«Abbiamo inoltrato la segnalazione, in questo caso evidentemente non era un matto, né un mitomane e sono contento che questa minaccia nei miei confronti sia servita a scoprire questo arsenale. Ringrazio le forze dell’ordine quando beccano filo-nazisti, filo-comunisti o filo-chiunque».

Le parole del vicepremier trovano conferma in parte. Infatti, effettivamente un ex agente del Kgb segnalò l’esistenza di un progetto di attentato a Matteo Salvini da parte di ultranazionalisti ucraini. L’indagine della Digos e della Procura di Torino non trovò riscontro ma servì per controllare cinque italiani, ex miliziani del battaglione Azov, che portò alla scoperta dell’arsenale e del missile.

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