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venerdì, 12 Luglio 2024

L’attentatore di Berlino è passato anche da Bardonecchia

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Anis Amri, l’attentatore che il 19 dicembre scorso ha ucciso 12 persone in un attentato ai mercatini natalizi di Berlino, nella sua fuga è passato anche da Bardonecchia alle ore 19 dopo essere sceso da un Tgv proveniente da Parigi via Chambery e Lyon. Nel suo incredibile viaggio, che lo ha portato ad incontrare la morte a Sesto San Giovanni, il killer jihadista super ricercato dalle polizie di vari Stati, è riuscito a passare anche per Torino. Alla Stazione di Porta Nuova è arrivato su un treno della linea Sfm3 del Servizio Ferroviario Metropolitano che collega Bardonecchia al capoluogo piemontese.
Gli inquirenti non hanno ormai dubbi nella loro ricostruzione nei dettagli di tutto il tragitto del tunisino. Per le loro ricerche hanno acquisito anche le immagini delle telecamere di sicurezza della stazione di Bardonecchia e cercano nuovi elementi attraverso le testimonianze del personale Trenitalia in servizio giovedi 22 dicembre. Non pare che nel suo passaggio in Italia Amri abbia incontrato qualcuno. Le indagini continuano senza trascurare il minino dettaglio con la stretta collaborazione tra Digos torinese, milanese e la polizia tedesca.
Certamente la destinazione lombarda del terrorista potrebbe far supporre in qualche appoggio in quell’area. Intanto la Questura di Milano ha diffuso l’immagine delle ore 0.58 del 23 dicembre , estratta dalle telecamere della Stazione Centrale, in cui viene ripreso il terrorista che esce poco prima di venire ucciso in uno scontro a fuoco con la Polizia a Sesto San Giovanni. Il paese dell’interland è stato raggiunto da Amri con un autobus nella notte tra giovedì e venerdì.
Dopo la prima uccisione di un terrorista in Italia Maurizio Vallone, capo servizio controllo del Dipartimento di Pubblica sicurezza ha lanciato l’allarme: «È la prima volta che un terrorista viene ucciso in Italia e sicuramente una divisa è diventata bersaglio privilegiato. Non dimentichiamo che anche in Francia sono stati uccisi due poliziotti. Noi siamo la vetrina dello Stato» – e aggiunge: «dobbiamo essere particolarmente attenti, prendere tutte le iniziative possibili di autotutela».

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