14.1 C
Torino
lunedì, 20 Maggio 2024

L’Asilo è tornato: anarchici occupano la Salvo D’Acquisto in via Tollegno

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Gli anarchici hanno occupato l’ex scuola Salvo D’Acquisto, in via Tollegno 83. Dopo lo sgombero dell’Asilo occupato di via Alessandria 12 e dopo le manifestazioni contro il blitz della polizia, come si poteva prevedere, gli antagonisti hanno preso un nuovo spazio, sempre nel quartiere Aurora.

“Nuova occupazione! Via Tollegno 83, l’ex scuola Salvo D’Acquisto! Oggi la cena e tutte le iniziative si svolgeranno qui!  Raggiungeteci, prati e sole! La primavera è arrivata!”

“Chi può venga!! C’è la polizia fuori che osserva, ma di qui non ci muoviamo! Il posto è bellissimo!
Un nuovo fiore è sbocciato, l’Asilo è tornato!” è il tam tam che corre sui social.

L’occupazione della Salvo D’Acquisto arriva a pochi giorni prima della manifestazione che il 30 marzo sfilerà per le strade di Torino “contro gli sgomberi e la repressione”.

La prima reazione politica arriva dalla Lega. Il capogruppo del Carroccio in consiglio comunale, Fabrizio Ricca, chiede l’immediato sgombero: «La nuova occupazione degli anarchici va sgomberata immediatamente o rischierà di diventare centrale logistica per nuove violenze e per il corteo tutt’altro che pacifico con cui gli antagonisti minacciano di bloccare Torino il 30».

Continua Ricca: «In questa, come in tutte le altre città italiane, deve passare il concetto che grazie al ministro Salvini la pacchia è finita e che chi prova a fare come vuole portando disordine e devastazione si troverà davanti un muro invalicabile».

«Per questo chiediamo un rapido intervento delle autorità che pongano fine all’ennesima occupazione illegale dei soliti noti, prima che gli occupanti riescano a mettere radici. Non si tratta solo di una necessità di giustizia ma anche di ordine pubblico. Ci auguriamo che tutto il consiglio comunale solleciti la cosa e che alcuni consiglieri non trovino il tempo di esternare inopportune solidarietà con chi delinque», conclude il capogruppo Ricca.

Foto dalla pagina Facebook di Macerie

 

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano