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martedì, 2 Giugno 2020

L’alleanza di Cirio e Lo Russo contro il cattivo gusto di Sacco

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Andrea Doi
Andrea Doi
Giornalista dal 1997. Ha iniziato nel '93 al quotidiano La Nuova Sardegna. Ha lavorato per Il Manifesto, Torino Sera, La Stampa. Tra le sue collaborazioni: Luna Nuova, Il Risveglio del Canavese, Il Venerdì di Repubblica, Huffington Post, Avvenimenti e Left. Dal 2007 a Nuova Società, di cui è il direttore dal 2017.

Galeotto fu un post. Chi lo scrisse e chi mise il like. Non può passare inosservato l’apprezzamento che il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio ha espresso nei riguardi del post del capogruppo del Partito Democratico in consiglio Comunale Stefano Lo Russo a proposito di Cioccolatò.

La critica sollevata dal Dem, e che trova d’accordo anche Cirio, non riguarda la golosa kermesse tanto amata dai torinesi, bensì la pessima idea, si presume, dell’assessore al commercio Alberto Sacco di montare gli stand in piena via Roma ben otto giorni prima dell’inizio della manifestazione. Infatti, i gazebo sono stati montati già la scorsa settimana e lasciati vuoti.

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Alle volte basterebbe un po’ di attenzione. In questi giorni così piacevoli e affollati di turisti e artisti nella nostra bella Torino una domanda mi è sorta spontanea. Ma i padiglioni bianchi di Cioccolatò posizionati in mezzo a via Roma già pronti e montati (e vuoti) ben 8 giorni prima dell’inizio dell’evento (8 novembre) nella testa dell’Assessore grillino Alberto Sacco, gran cerimoniere della dolce kermesse, sarranno mica una inedita e nascosta opera d’arte contemporanea da far ammirare nel centro di Torino in occasione della settimana dell’arte contemporanea? 
O forse, con una maggiore attenzione estetica, banalmente si poteva aspettare qualche giorno a montarli che finisse la settimana dell’arte contemporanea e lasciare ai tanti visitatori, piuttosto raffinati peraltro, la vista del centro della nostra città e delle sue luci senza gazebo montati e vuoti? Alle volte ci vuole poco, basta un po’ di attenzione e buon gusto” scrive Lo Russo su Facebook.

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Questo post, come avevamo raccontato ieri, aveva anche raccolto la battuta dell’ex vicesindaco Guido Montanari il quale aveva rispolverato il suo motto “peccato che la grandine non se li è portati via” già utilizzato, e pagato a caro prezzo con le sue dimissioni, per il Salone dell’Auto.

Effettivamente non sono un bel vedere per tutti questi giorni. E ci si domanda come mai qualcuno, oltre al capogruppo del Partito Democratico, non abbia sollevato questioni, visto che sono stati lasciati lì nel cuore di Torino, nei giorni più caldi per il turismo durante il ponte dei Santi. Infatti, chi ha visitato la città in questi giorni, in cui c’era anche Artissima, si è domandato cosa fossero.

C’è da chiedersi il perchè di questa scelta di Sacco e se tutti questi giorni di allestimento abbiano avuto un costo (per esempio la sorveglianza contro gli atti vandalici) per la città di Torino che si poteva evitare.

Si dirà che per motivi tecnici era possibile solo nove giorni prima. Qualcuno ricorderà come una vicenda simile era accaduta anche per il Salone dell’Auto quando lo scorso maggio gli stand furono montati addirittura un mese prima, costando anche una salata multa agli organizzatori.

Quali siano i motivi l’assessore Sacco avrà tempo per chiarirli. Resta il fatto che l’estetica e il buon gusto vogliono la loro parte. E su questo Lo Russo e Cirio sono pienamente alleati e d’accordo.

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