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domenica, 21 Luglio 2024

La bicicletta alla guida della crescita economica europea

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Vanna Sedda
Arriva dalle due ruote una spinta alla crescita dell’economia europea. Sono infatti 650 mila mila i posti di lavoro al momento in Europa legati al mondo della bicicletta, e si prospetta possano crescere fino a 1 milione entro il 2020, se il numero degli spostamenti in bici raddoppierà. È quanto emerge dal report dell’ECF, l’European Cyclists’ Federation, che ha condotto uno studio (scaricabile qui) per quantificare il contributo del settore ciclistico alla creazione del lavoro in Europa.
Il report rileva come la comunità di ciclisti contribuisca all’economia europea con 217 miliardi di euro di fatturato, soprattutto nel cicloturismo, che la fa da padrone anche in Italia. Nell’industria manifatturiera della bici, per 1 milione di fatturato sono impiegati 4,9 lavoratori, un numero tre volte superiore a quelli dell’industria dell’auto. È chiaro come un maggiore incentivo nell’uso della bicicletta possa generare nuovi posti di lavoro ecologici e compatibili, procurando un beneficio condiviso in termini di crescita economica, oltre che un notevole risparmio di costi, dei singoli e della collettività. Basti pensare alla riduzione nell’uso del carburante, delle emissioni di CO2, del traffico urbano, dell’inquinamento acustico e dell’aria, oltre che i vantaggi per la salute. In più il lavoro creato non richiederebbe un alto livello di qualifica professionale, dando la possibilità alle categorie svantaggiate di accedere facilmente al mercato del lavoro. Un beneficio anche dal punto di vista sociale, che contribuirebbe all’obiettivo di un’Europa inclusiva.
Servono maggiori investimenti e politiche incentivanti per sviluppare la diffusione della ciclabilità. Sgravi fiscali per i ciclisti, agevolazioni, e una minor tassazione per chi produce e si affaccia sul mercato della bicicletta. E la volontà degli Stati ad andare in questa direzione. Sempre nel suo studio Ecf ha scoperto che più di 2 miliardi di Euro possono essere sbloccati e destinati a finanziamenti per la mobilità ciclistica fino al 2020. Perché non sfruttarli? «Dobbiamo agire immediatamente per cogliere i vantaggi di questa opportunità» dice Adam Bodor, direttore della Politica Regionale di Ecf.
Inoltre, la nuova Commissione Europea ha annunciato un piano d’investimento per 300 miliardi di euro per il raggiungimento degli obiettivi di crescita del mercato e del lavoro per il 2020. La bicicletta è pronta a giocare un ruolo di primo piano nel futuro dell’Europa. Una crescita pulita e sostenibile che ben si colloca nelle intenzioni della stessa Commissione Europea di ridurre le emissioni di gas serra, annunciate durante la XX Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, in corso a Lima, in Perù. Sta ora agli Stati membri sfruttare le potenzialità economiche e ambientali delle due ruote.

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