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giovedì, 18 Luglio 2024

Ivrea candidata a patrimonio Unesco

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Ivrea si prepara a diventare patrimonio dell’Umanità.  La ridente cittadina in provincia di Torino, si candida come “Città industriale del XX secolo” per la Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
Il paese torinese, in lizza insieme a tanti altri, punta tutto sulla sua storia industriale e soprattutto al passato legato alla nascita dell’azienda eporediese di Adriano Olivetti, famosa in tutto il mondo, nonché eccellenza del settore durante il secolo scorso, che fece di Ivrea una delle città più ricche d’Italia e del Piemonte.
Proprio in queste ore, il dossier di candidatura e il Piano di gestione, è in fase di completamento, sotto attenta analisi del Comune di Ivrea, della Fondazione Adriano Olivetti e del Ministero dei Beni e delle attività culturali, insieme con la Fondazione Guelpa e con la partecipazione della Regione Piemonte e della Provincia di Torino. Il loro compito è quello di indicare gli obiettivi fondamentali del Piano di Lavoro, così come richiesto dall’Unesco. É stata predisposta anche una serie di strumenti informativi utili per presentare il progetto in tutte le sue sfaccettature.
«Il percorso è avviato e siamo ad un punto importante. Il Ministero sta sostenendo questa candidatura». Ha affermato Gianni Bonazzi, segretario generale del ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo nella conferenza stampa di questa mattina, nel Municipio di Ivrea. Durante l’incontro, è stato fatto riferimento alla recente inchiesta sulle morti per amianto proprio negli stabilimenti Olivetti, inchiesta coordinata dalla Procura di Ivrea, che vede indagate oltre 30 persone tra ex dirigenti e funzionari. In questo contesto è stato messo in luce quanto è stato fatto e quanto ancora resta dare sugli interventi di bonifica.
Infine il sindaco di Ivrea, Carlo Della Pepa, ha voluto ringraziare tutti coloro che dal 2012 hanno lavorato al progetto ma sopratutto «chi ha lavorato in Olivetti perché senza l’azienda non saremo qui a parlare della candidatura Unesco. Un grazie a partire da Camillo Olivetti, ai dirigenti e agli operai, soprattutto verso chi ci hanno anche rimesso in termini di salute».

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