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martedì, 23 Luglio 2024

Italia Viva si presenta a Torino e fa sold out

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Rosanna Caraci
Rosanna Caraci
Giornalista. Si affaccia alla professione nel ’90 nell’emittenza locale e ci resta per quasi vent’anni, segue la cronaca e la politica che presto diventa la sua passione. Prima collaboratrice del deputato Raffaele Costa, poi dell’on. Umberto D’Ottavio. Scrive romanzi, uno dei quali “La Fame di Bianca Neve”.

Italia Viva per chi va avanti, perché «chi si ferma, fa passi indietro». Lo dice Ettore Rosato, coordinatore nazionale, giunto a Torino per presentare la nuova creatura politica di Matteo Renzi.

Ad ascoltarlo, al Circolo della Stampa, trecento persone: ci sono entusiasmo, curiosità e voglia di esserci tra coloro che sono arrivati in anticipo per trovare posto a sedere, per questa presentazione organizzata dal presidente della Circoscrizione 8 Davide Ricca, che ha introdotto l’incontro: «Siamo quelli che partono, non quelli che restano. Siamo l’Italia migliore in campo»

«Se sia un’opportunità o una pazzia non lo sappiamo. Di certo è bello essere una sorpresa», prosegue Roberto Gentile.

Sul palco Carlotta Salerno dei Moderati che ha portato i saluti dell’onorevole Giacomo Portas, e i parlamentari Silvia Fregolent e Mauro Maria Marino che hanno ripetuto più volte che mai parleranno male della casa che li ha accolti per anni, il Partito Democratico, ma qualche sassolino dalle scarpe non rinunciano a toglierselo.

Silvia Fregolent ricorda con orgoglio «Torino è per natura un laboratorio politico, basta pensare all’esperienza di Alleanza per Torino dei primi anni ’90 che portò a Palazzo Civico Valentino Castellani e che fu l’embrione dal quale nacque l’esperienza ulivista torinese. Oggi la città è al disastro».

Guardando poi al panorama nazionale, osserva «Italia Viva si pone con forza sul territorio per rappresentare una valida alternativa anche a chi a livello nazionale non ha saputo confrontarsi coi Cinque Stelle in modo adeguato ma anzi, si è dimostrato debole nella trattativa che ha premiato proprio la Appendino nei ruoli decisionali di governo, lasciando il Pd torinese al margine».

Dello stesso avviso Mauro Marino che presenta Italia Viva come «un grande serbatoio di energie propedeutiche alla creazione di un nuovo laboratorio. L’esperienza Castellani è stata innovatrice, ma quel progetto si è ormai esaurito. E’ necessario mettere immediatamente tutte le energie in rete».

La sede provvisoria di Italia Viva sarà in via Ormea 93F. Si attendono le energie di molti giovani, alcuni hanno preso la parola sul palco prima dell’intervento di Ettore Rosato.

Presente anche la madamina Giovanna Giordano: «La battaglia che facciamo non è solo per la Tav, ma per l’Europa e per un Paese moderno, contro il degrado urbano e culturale di una città che deve tornare a essere meravigliosa».

Tra il pubblico anche Paolo Giordana, già portavoce della sindaca Chiara Appendino che è categorico «Il Pd ormai non ha più nulla da dire. Italia Viva è la novità, formata da persone con competenza e formazione, che proporrà un progetto». Un progetto, non un programma. Lo sottolinea più volte Ettore Rosato: «Italia Viva sarà un grande partito – spiega – e siamo davanti a una scommessa che vinceremo». Guardando al panorama nazionale, sostiene: «Oggi il centrodestra non esiste più e le scelte del pd hanno portato il partito ad essere sbilanciato a sinistra. Italia viva non sarà un partito di centro nell’agone politico ma al entro del futuro, senza rancori ma con prospettive importanti che ci portino a guardare non al domani immediato ma a una progettualità che ci accompagni per dieci, vent’anni».

Non la politica pret à porter, insomma, per  risultati immediati, ma un lavoro di cesello e costruzione, per il domani dei giovani che hanno riscoperto le piazze e l’importanza del futuro.

«Calenda ha fatto una scelta molto personale – commenta a margine Rosato – ma il nostro è un partito aperto, una casa vivacce di energie e proposte che mette al centro l’Europa e l’europeismo. Oggi i ragazzi non hanno più il concetto di frontiera. C’è un dialogo anche con coloro di Forza Italia che non si riconoscono in questa destra he ha lasciato senza espressioni molti che oggi non voterebbero o che si sentono spiazzati». Cosa serve a Italia Viva per funzionare? Poche cose: «Un progetto e non un programma – ribadisce Rosato – coniugato al coraggio di dire cose che altri non hanno; l’organizzazione, la leadership, la trasparenza, la squadra». Proprio sulla leadership si sofferma, ironizzando nei confronti di chi ha sempre rimproverato a Renzi un “brutto carattere”: «Un leader lo è nel dna: non esistono leader senza carattere. Il problema casomai è di chi un leader non ce l’ha».

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