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lunedì, 15 Luglio 2024

Incendio alla Cavallerizza Reale, giallo sulle dichiarazioni del custode

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Che ci fosse qualche tensione interna al Circolo dei beni del demanio, a ridosso della Cavallerizza Reale, colpito venerdì sera da un incendio doloso è ormai certo per gli inquirenti. Attriti, che sarebbero al vaglio del pm Francesco La Rosa che coordina le indagini, cresciuti negli ultimi mesi in seguito a un controllo da parte dei carabinieri del Nas alle cucine del locale e che fanno sì che i sospetti su qualcuno di interno al circolo non possano essere abbandonati.
Per questo nelle prossime ore sarà nuovamente convocato in procura il custode del circolo, presente sul luogo al momento dell’incendio. L’uomo ascoltato nei giorni scorsi aveva raccontato di tre giovani che gli avevano chiesto di poter utilizzare il bagno fornendo una descrizione precisa. Si sarebbe trattato di una donna, alta un metro e settanta e con i capelli con dread (alla Bob Marley), un ragazzo con la barba e un terzo più basso: entrati nella struttura non li avrebbe più visti uscire e pochi minuti dopo il fuoco avrebbe iniziato a mangiare il tetto del vecchio magazzino.
E proprio per questo racconto la Digos ha mostrato al custode le foto di numerosi attivisti dei centri sociali e degli occupanti delle Cavallerizza Reale, ma non ha riconosciuto nessuno. Così, ci si affida alla polizia scientifica che sta passando in rassegna i filmati delle telecamere: si tratta di verificare se davvero qualcuno si è introdotto nel circolo, per appiccare il fuoco e poi fuggire dalle finestre sul retro, e se corrisponda alla descrizione fornita dal testimone. In un primo tempo si era ipotizzato che ad appiccare l’incendio fosse stato qualcuno legato all’estrema destra, che voleva colpire così i nemici. Ma questa teoria è durata poche ore e poi è stata subito accantonata.
Come detto, invece, non si esclude la pista interna visto i dissapori degli ultimi tempi e alla luce di alcuni episodi avvenuti la scorsa primavera e che hanno attirato l’attenzione degli inquirenti. A partire da quelle scritte sui muri del circolo attribuiti alla assemblea della Cavallerizza, ma con scritta clamorosamente sbagliata (anziché “Assemblea 14.45” c’era scritto “Assemblea 12.45”, un errore che gli occupanti non avrebbero di sicuro fatto). E poi, come denuncia il presidente Gianni Galliani gli atti di vandalismo contro la sua auto: con gomme bucate e fiancate rigate. Eppure tra il circolo e i ragazzi della Cavallerizza i rapporti sono sempre stati buoni e proprio loro sono stati i primi ad accorrere vendendo le fiamme.
Dunque, che qualcuno abbia tentato di sviare le indagini verso l’assemblea che da maggio scorso (lo stesso periodo in cui si sono verificati i primi atti contro il Circolo) occupa l’area della Cavallerizza? Misteri di un giallo di fine estate che ancora non trova soluzione.

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