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domenica, 25 Febbraio 2024

In piazza per il compleanno di Emanuela. Nuova iniziativa di Pietro Orlandi: “Per rompere il silenzio”

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Moreno D'Angelo
Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Nuova iniziativa di Pietro Orlandi in occasione del 56° compleanno della sorella Emanuela per chiedere verità e giustizia a quarant’anni dalla sparizione della ragazza con la fascetta.

L’appuntamento è in piazza Cavour a Roma alle ore 15.30 di sabato 13 gennaio. Un luogo non casuale dove ha sede il Palazzo di Giustizia.  Una manifestazione per mantenere viva l’iniziativa e il ricordo della sorella sparita nel nulla il 22 giugno 1983. ”Chiunque voglia sinceramente la verità è sempre spaventosamente forte”. E’ la  frase di Dostoevskij riportata nella locandina della manifestazione. “L’obiettivo è rompere il silenzio” dichiara Pietro Orlandi, reiterando le accuse al Vaticano ed ai segreti che custodisce sulla vicenda.  

“Più saremo e più forte sarà il messaggio a chi vuole continuare ad occultare la verità. Dobbiamo dare una risposta forte al silenzio che dall’estate sta avvolgendo questa storia” è il suo auspicio.

L’appello della manifestazione ha l’obiettivo di respingere quello che Pietro definisce il tentativo di far dimenticare, di abbassare l’attenzione: “Devono capire tutti (Vaticano, politica, Procura, media) che la sete di giustizia non si può silenziare.

Pietro, dopo oltre quarant’anni vi è preoccupazione per una certa stanchezza sul caso nell’opinione pubblica e nei media? Questo dopo il picco di attenzione registrato l’11 luglio presso l’Associazione della Stampa Estera a Roma in un momento aveva ripreso forza una discutibile pista sessuale con attacchi al suo zio Mario Meneguzzi.

Quella che non manca sicuramente è la stanchezza dell’opinione pubblica, la solidarietà delle persone è sempre tanta ed è sicuramente la forza che mi spinge ad andare avanti e non mollare mai.

La commissione d’inchiesta parlamentare Orlandi Gregori ha avuto vita difficile, dopo il passaggio all’unanimità alla Camera del 23 marzo, ora sono diverse le voci che denunciano una scarsa verve operativa dopo la sua definitiva approvazione. Ora cosa si aspetta? 

A novembre, il 9, è stata approvata la commissione ed è diventata legge, sicuramente un importantissimo e insperato passo avanti, visti i tanti tentativi da parte del Vaticano di rendere inutile la commissione stessa provando ad affossarla continuamente. Ora però deve essere formata questa commissione, i vari partiti attraverso i capigruppo dovrebbero presentare i nominativi dei parlamentari che dovrebbero farne parte, ai presidenti di camera e senato affinché si possa partire con i lavori. Purtroppo a due mesi dal voto non sono stati ancora presentati i nomi da nessun partito e la cosa che mi preoccupa è che non sia stata inserita la clausola di un limite di tempo entro il quale presentare i nomi. Spero che non ci sia la volontà da parte di qualcuno per continuare a rallentare. Voglio pensare e sperare che entro gennaio vengano presentati i nomi e che entro febbraio possano partire i lavori. Ho ancora molta fiducia e cerco nonostante tutto di vedere il bicchiere mezzo pieno. Questa manifestazione è anche un modo per spingere verso la politica ad accelerare i tempi. Il luogo scelto è simbolico. A piazza Cavour c’è il palazzo di Giustizia, una Giustizia che manca da troppo tempo.

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