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giovedì, 18 Luglio 2024

Immigrazione, Beppe Grillo: "i clandestini vanno rispediti da dove vengono"

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Qualcosa è cambiato sul tema immigrazione. A sostenerlo è Beppe Grillo, nel post pubblicato e così titolato sul suo blog. Secondo il leader M5S, le guerre scoppiate in Medioriente, l’avanzata dei jihadisti dell’Is e l’epidemia di Ebola scoppiata in Africa occidentale, sarebbero tutti fattori che imporrebbero un cambiamento immediato nel modo in cui in Italia viene trattato il tema dell’immigrazione.
Le specifiche, Grillo, le indica subito dopo. «Chi entra in Italia con i barconi è un perfetto sconosciuto: deve essere identificato immediatamente, i profughi vanno accolti, gli altri, i cosiddetti clandestini rispediti da dove vengono». Anche se, considerando quelli che egli stesso definisce i «flussi migratori prodotti dall’Is», il distinguo potrebbe rivelarsi complesso.
«Chi entra in Italia ora deve essere sottoposto a una visita medica obbligatoria all’ingresso per tutelare la sua salute e quelle degli italiani che dovessero venirne a contatto», continua il leader grillino, sostenendo che venire meno a queste misure significherebbe alimentare «sempre più razzismo e malattie epidemiche».
Queste uscite non sono nuove a Beppe Grillo che in un altro post pubblicato a settembre sul suo blog, aveva lanciato l’allarme di un possibile ritorno di malattie infettive con l’arrivo dei migranti in Italia (nella fattispecie della Tbc). Ma era stato velocemente smentito dalle autorità sanitarie.
«I partiti – tuona Grillo, scagliandosi contro la politica – si stanno baloccando tra razzismo e buonismo un tanto al chilo, ma sempre sulle spalle delle fasce più deboli della popolazione, il tutto per un pugno di voti».
Il leader del Movimento torna poi al tema spinoso del Trattato di Dublino II, il regolamento europeo che determina lo Stato Ue competente ad esaminare ed eventualmente accettare domande di asilo e per la concessione dello status di rifugiato. Trattato già da tempo criticato (anche da organi come Unhcr e Ecre) per la distribuzione ineguale delle richieste. «L’Italia è diventata la sala di aspetto, la porterei dei disperati del mondo» conclude Grillo cavalcando un sentimento molto diffuso.
Le reazioni dei partiti, in linea con le loro posizioni sul tema, non si sono fatte attendere. Spicca quella di Francesco Storace de La Destra, che in un tweet rivendica: «Sull’immigrazione Grillo sta saccheggiando tutte le proposte de La Destra: screening obbligatorio e no clandestini».
Matteo Salvini, segretario della Lega, usa toni più polemici e, sempre attraverso i social network, scrive: «Ma se M5s ha votato contro il reato di immigrazione clandestina». In effetti, nonostante la linea dei vertici del Movimento sia piuttosto chiara, tra la base M5s e i suoi deputati sembrano serpeggiare alcune incertezze.
Il rifermento di Salvini è a un episodio risalente al gennaio scorso quando due senatori pentastellati, Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi, avevano presentato una domanda di depenalizzazione del reato di clandestinità. Fulmineo, Grillo aveva tuonato dal suo blog contro i due senatori, indicendo immediatamente un referendum interno tra gli iscritti. E la rete aveva deciso: 5.839 si espressero per la depenalizzazione, contro 9.093 che avevano votato per il mantenimento. Con buona pace della linea di Movimento.

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