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domenica, 26 Giugno 2022

Ilva, la Regione Piemonte scrive a Roma: “Tuteliamo i posti di lavoro”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Una lettera al Governo per chiedere la “salvaguardia dell’occupazione” e sollecitare “provvedimenti atti a riaprire il negoziato per evitare che Acelor Mittal si defili scaricando la responsabilità su tutti gli italiani. Tra queste, prioritaria è la questione dello scudo penale”.

A inviarla è la Regione Piemonte, dopo la notizia della decisione di lasciare l’Italia da parte della azienda che gestiva gli stabilimenti Ilva in Italia, tra cui quelli di Racconigi e Novi Ligure. Lo ha annunciato l’assessore regionale al Lavoro, Elena Chiorino, rispondendo all’interrogazione del consigliere di Forza Italia, Carlo Riva Vercellotti.

Vercellotti ha infatti sottolineato come siano mille i posti di lavoro in bilico sul territorio regionale: duecento dello stabilimento di Racconigi e altri 800 nella fabbrica di Novi Ligure. Proprio le ripercussioni sul comparto industriale piemontese, sono state al centro dell’interrogazione.

Nell’attesa del pronunciamento del tribunale di Milano sull’eventuale infondatezza della richiesta di recesso aziendale avanzata da Acelor Mittal occorre valutare tutti i possibili passi per giungere a una soluzione che eviti sia la perdita di posti di lavoro che di chiusura dell’Ilva” ha risposto l’assessora Chiorino.

L’Italia in questa vicenda si è comportata come una Repubblica delle Banane: prima si fa una gara dove vince una ditta straniera, poi si inserisce una immunità penale e poi si è rimangiata la parola. Recuperare l’autogol del Governo Conte sarà dura ma la Regione deve recitare un ruolo attivo per venire incontro agli oltre 10mila lavoratori della filiera siderurgica piemontese che attendono che la politica batta un colpo a loro tutela” ha commentato Vercellotti, dicendosi soddisfatto della decisione di Cirio di inviare una lettera a Roma.

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