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lunedì, 15 Luglio 2024

Il primo giardino smart di Torino va a Melbourne

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Vanna Sedda
Sorgerà in Barriera di Milano e verrà inaugurato a dicembre il primo parco Smart di Torino. Il giardino innovativo e all’avanguardia nascerà nell’area denominata Spina 4, dove un tempo sorgeva un cantiere e il progetto verrà presentato a Melbourne come testimonial della città di Torino che, nel 2016, ospiterà il Congresso mondiale degli Architetti del Paesaggio.
Non del tutto soddisfatto Vittorio Bertola, capogruppo del Movimento Cinque Stelle: «È ancora da finire ma il progetto è molto innovativo, con opere d’arte, giochi bimbi progettati da loro e pavimentazione ecologica. Ovviamente – continua Bertola – sotto un metro di terra buona hanno nascosto tutto lo schifo dell’ex fabbrica Fiat Telai dopo averla tritata, per ridurre i costi di bonifica, ma giurano sia a posto così».
Dopo anni di lavori e demolizioni, il quartiere si riappropria di una vasta superficie di circa 43mila metri quadri, compresa tra il complesso dei Docks Dora, via Cigna e corso Vigevano, dove un tempo sorgevano gli stabilimenti industriali dei primi anni del ‘900, occupati da alcune Officine del Gruppo FIAT.
Parte delle strutture esistenti, come la “cattedrale” delle Capriate Porcheddu, sono state recuperate per mantenere viva la memoria del recente passato ed ospitare eventi, iniziative e spettacoli. Ma la maggior parte è stata demolita per fare posto a 32mila metri quadri di verde, che ospiteranno alberi, panchine, piazze, piste ciclabili e addirittura opere d’arte, e dove si potrà giocare, fare sport, rilassarsi e socializzare.
L’ambizioso progetto di riqualificazione rappresenta un esempio unico sul territorio nazionale per i criteri di sostenibilità e salvaguardia ambientale con cui è stato realizzato.
La zona, in cui erano presenti materiali inquinanti come metalli pesanti e idrocarburi, è stata bonificata con un metodo di nuova concezione chiamato capping, certificato e sicuro, messo a punto con la Provincia e l’ARPA. In pratica il materiale inerme non viene spostato, ma tramite l’utilizzo di rivestimenti geosintetici e geotessuti, viene isolato, ricoperto da terreno e successivamente piantumato.
Altrettanto innovative sono state le scelte di pavimentazione, illuminazione e arredi: sentieri realizzati in cemento fotocatalitico, che disattiva gli agenti inquinanti atmosferici, come le polveri sottili, e le trasforma in composti innocui; lampioni a led alimentati da pannelli fotovoltaici; panchine in alluminio totalmente riciclabile, usate come pagina bianca per raccontare gli elementi smart e sostenibili che caratterizzano il parco.
Uno spazio all’avanguardia insomma, che ha visto anche un coinvolgimento sociale, soprattutto in fase di progettazione.
Infatti, i bambini delle scuole elementari della zona sono stati invitati a immaginare la loro area gioco ideale, idee e sogni sono stati poi tecnicamente tradotti dagli architetti ed ingegneri incaricati. Ne è venuto fuori un cratere lunare delimitato da collina, con all’interno attrezzature ludiche per tutte le età.

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