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lunedì, 15 Luglio 2024

Il M5s occupa le commissioni Affari Costituzionali e Giustizia. Caos alla Camera

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La guerra continua. Dopo la rissa avvenuta ieri alla Camera al momento dell’approvazione lampo del decreto legge Imu-BankItalia, oggi le barricate pentastellate continuano.
I deputati grillini hanno occupato l’aula della commissione Affari Costituzionali, e Giustizia convocata stamattina. Vittorio Ferraresi del M5s si è seduto al posto della presidente Donatella Ferranti.
«I commissari degli altri gruppi sono nel corridoio antistante all’Aula. Dopo quanto è avvenuto ieri continuiamo la forte opposizione ai lavori di Aula e commissioni – dice Ferraresi – È inaccettabile che Dambruoso, che è un magistrato, abbia dato uno schiaffo e uno spintone a una nostra collega». «Vogliamo – spiega – le dimissioni della presidente Boldrini e del questore Dambruoso».
Come se non bastasse rissa in sala stampa della Camera tra i grillini e il capogruppo Pd Roberto Speranza, che ha dovuto annullare l’intervista prevista.
«Avevo messo in guardia la presidente Boldrini in questi giorni: se si sopprimono i diritti dell’opposizione, il conflitto si sposta oltre le regole e forse oltre il parlamento. Sono molto preoccupato, la tagliola è stata una scelta irresponsabile in un momento di tensione sociale molto alta del nostro Paese. Se non ci fosse il Movimento 5 stelle ci sarebbe stata un’escalation come quella dopo la rielezione di Napolitano. Il risultato è che da ormai 12 ore nessuna commissione alla Camera riesce a riunirsi», ha scritto Luigi Di Maio, deputato 5 stelle e vicepresidente della Camera. E su quanto avvenuto alla Camera: «Non si è mai visto un questore che alza le mani su una deputata, i commessi sono addestrati a mantenere l’ordine ma non si sono mai permessi di alzare le mani. Nella conferenza dei capigruppo chiederemo le dimissioni di Dambruoso».
Giuseppe Brescia, grillino, parla di «atto di inaudita violenza» da parte della Boldrini: «Ieri è stata varcata una soglia. Nel momento in cui si vanno a rompere gli equilibri, già labili, tra opposizione e maggioranza, l’opposizione deve andare oltre il regolamento. È ovvio che se noi subiamo attacchi così gravi, i cittadini che sono fuori non manterranno la calma».
Intanto il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha convocato un ufficio di presidenza per avviare un’istruttoria su quanto accaduto in Aula ieri sera dopo il voto sul decreto Imu-Bankitalia, ma M5s lo ha abbandonato per protesta: «Dopo aver atteso mezz’ora – spiega Di Maio – ci siamo allontanati dall’ufficio di presidenza perché la Boldrini era riunita con la maggioranza per decidere il da farsi. Decidono sempre fuori dalle sedi competenti e noi non ci stiamo».
Il questore di Montecitorio Stefano Dambruoso si è scusato con la deputata pentastellata Loredana Lupo: «I fatti accaduti ieri in aula nella loro oggettività – afferma l’esponente di Scelta Civica – non consentono un ribaltamento della verità. Il diritto politico alla protesta è sconfinato in una aggressività ingiustificabile da parte di numerosi deputati del M5S. Rivedendo le immagini tuttavia sento la necessità, anche in virtù del mio ruolo di questore della Camera, di scusarmi con la deputata del M5S, Loredana Lupo, che ho involontariamente colpito, nel tentativo di impedire a lei e ai suoi colleghi di avventarsi, con furia, contro il tavolo della presidenza». «Le azioni di ieri in aula – conclude – hanno contribuito ad acuire un clima di avvelenamento all’interno delle istituzioni che oggi è necessario stemperare». Sull’eventualità di dimissioni, Dambruoso ha detto: «Sono dispiaciuto ma non ci sono le condizioni per le dimissioni da questore».
«Ora siamo in Commissione Affari Istituzionali per bloccare la seduta sull’Italicum o Silvium o Porcellum 2.0. Noi non li molliamo!», ha scritto su Facebook il deputato 5 stelle Giorgio Sorial, mentre sempre sul social network Riccardo Nuti (M5s) denuncia: «Hanno chiuso le porte della commissione. Non era mai accaduto. Intanto la stampa è arrivata anche a difendere lo schiaffeggiatore Dambruoso senza dire che ieri è stato stracciato il regolamento della Camera. Uno dei nostri è stato chiuso dentro la commissione Giustizia».
Silvia Giordano aggiunge: «Da ieri, da prima che iniziasse la nostra protesta, da quando si era capito che la Presidente Boldrini mettesse la tagliola, sembra uno stato di polizia, ormai appena ci muoviamo siamo seguiti dai commessi, non vogliono farci entrare in commissione, ieri sera non ci volevano neanche far uscire… come se fossimo stati noi a volere la morte della democrazia, come se avessimo picchiato noi qualcuno, come se fossimo noi i criminali. La colpa non è loro. Seguono ordini. Il problema è chi da questi ordini. Per fortuna ci sono video, foto… informatevi perché i tg non vi diranno mai come tanno davvero le cose».

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