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lunedì, 15 Luglio 2024

"Il cattivo". Benvenuto campionato

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Stefano Tallia, segretario Stampa Subalpina
Da qualche anno mi occupo di sport. Dai sei anni fino ai venti l’ho fatto da appassionato, a partire dall’età della ragione mi è toccato in sorte di occuparmene per professione. Non mi considero un esperto, leggo con moderazione i giornali di settore e non amo la monocultura, soprattutto in ambito giornalistico. Così divido le mie settimane lavorative tra la scienza e lo sport.
Quella che inizia oggi è una rubrica assolutamente “aperiodica”: scriverò quando avrò qualcosa da dire e in qualche modo ve lo farò sapere.
Ah, “Il Cattivo”, perché? Perché dopo anni di buonismo ho deciso di smettere. Anche in filosofia come nel calcio contano i risultati e allora proviamo con la cattiva strada.
Salute a tutti.
Stefano Tallia.
Partiamo dall’elezione di Carlo Tavecchio, criticata da molti. Non sono abituato a fare il tifo, mi limito ad osservare e da osservatore dico che non vi era personaggio che potesse rappresentare meglio gli umori e i desideri del calcio italiano.
Gli umori sono quelli espressi con maldestra franchezza dalle curve e con più raffinata dialettica dai dirigenti nei talk sportivi. I desideri, inconfessabili ma palesi, erano invece quelli di fingere un cambiamento per poi mantenere tutto nel suo status-quo. Non è un caso che il nuovo presidente non abbia avuto difficoltà nel raggranellare una maggioranza ampia a dispetto dei ripetuti infortuni dialettici. Come non è un caso che tra le sue prime dichiarazioni programmatiche vi sia l’idea di ammorbidire le sanzioni contro le curve razziste. Tout se tient, come dicono in Francia.
Questo è oggi il calcio italiano ed è giusto che a governarlo ci sia Carlo Tavecchio. Un’altra guida sarebbe parsa incongrua, come incongrua era la presenza di Cesare Prandelli sulla panchina azzurra. Cosa c’entrava con l’Italia un allenatore che ha introdotto il “terzo tempo” nel calcio e che portava la sua nazionale ad allenarsi nelle comunità di “Libera” strappate alla mafia ?
Vedrete che Conte, altra scelta azzeccatissima, saprà trovare con il paese un feeling migliore: in soffitta il codice etico, spazio a un allenatore squalificato per il calcio-scommesse. Perfetto. Ai cultori del risultato a ogni costo, vorrei però ricordare che all’Europeo si parte da un secondo posto.
Si è detto, anche a commento del recente calcio-mercato, che gli altri movimenti calcistici sono molto più in alto di noi. A me pare che, più che in alto, siano in un altro posto. In un posto dove il campo conta più delle polemiche, dove gli effetti della legge Bosman non hanno influito sulla voglia di investire sui vivai, dove c’è ancora voglia di scommettere sullo sport giocato più che su quello parlato, anzi, litigato.
In fondo, in Italia, non c’è accordo nemmeno sull’albo d’oro del campionato ed è anche giusto che, mentre qui ci si divide sulla conta degli scudetti, in Europa aggiornino il pallottoliere delle coppe.
Tutte vinte sul campo, naturalmente.
Dal blog di Stefano Tallia, “Parole al vento”

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