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domenica, 21 Luglio 2024

Il 4 aprile, bidelle di nuovo in piazza davanti alla Regione

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Bidelle ancora sul piede di guerra.
Venerdì 4 aprile, i lavoratori delle coperative di tipo b che si occupano di sicurezza e pulizia nelle scuole in tutta la provincia di Torino, si daranno appuntamento alle 9,30 sotto il palazzo della Regione in piazza Castello. Motivo dello sciopero è l’accordo siglato il 28 marzo dal Ministero dell’Istruzione e l’OOSS per lo stanziamento di 450 milioni di euro per le «condizioni estetiche e funzionali del sistema scolastico nazionale». Altri 60 milioni di euro saranno destinati invece per gli ammortizzatori sociali in deroga. Inoltre, l’accordo prevede l’obbligo per le imprese di ripristinare gli accordi contrattuali al dicembre 2013.
Gli operatori scolastici infatti, avevano già subito una pesante riduzione delle ore di lavoro fissata dalle imprese che sono subentrate negli appalti. A Torino 180 lavoratori hanno visto il loro orario passare da 38 a 8 ore e da 25 a 5 ore. Stessa cosa accade nel resto del territorio. Più fortunati, si fa per dire, i lavoratori delle cooperative degli appalti in continuità, che nonostante la riduzione degli orari, hanno potuto usufruire della cassa integrazione. (L’articolo continua dopo il video)

«L’accordo Nazionale da una prima risposta al problema generale, ma rimangono le criticità relative per la sicurezza dei bimbi ad oggi non risolte e l’atteggiamento di chiusura delle imprese al ripristino delle ore». La richiesta è: «Il ripristino delle ore contrattuali ed il ricorso agli ammortizzatori sociali in ottemperanza all’accordo siglato tra Miur e OO.SS. L’apertura di un tavolo di monitoraggio regionale con la presenza delle istituzioni provinciali, locali, le organizzazioni sindacali e le imprese che verifichi la gestione degli esuberi e l’andamento degli esuberi e l’andamento dei servizi nelle istituzioni scolastiche».
La situazione quindi, con scuole sempre meno pulite e sicure, diventa ogni giorno sempre più insostenibile. I lavoratori sempre più arrabbiati, non trovano altra soluzione se non quella scendere di nuovo in piazza per far valere i propri diritti.

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