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lunedì, 22 Luglio 2024

Grinzane-Cavour, la difesa di Soria: “Nel premio non tutto negativo”

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Non ha tardato ad arrivare il colpo di reni di Giuliano Soria, ex presidente del premio letterario Grinzane-Cavour imputato per peculato e maltrattamenti nel processo d’Appello che si sta tenendo a Torino. Nel corso dell’udienza che si è tenuta stamattina, il Professore ha affidato alle parole del suo avvocato Aldo Mirate la difesa di un evento che «con le sue centinaia di iniziative, ha portato nel mondo il nome del Piemonte».
«Non possiamo scrivere la storia del Grinzane-Cavour in modo totalmente negativo», ha precisato il legale, che ha posto l’accento su come l’evento culturale abbia dato lustro a due Comuni, Costigliole e la stessa Grinzane-Cavour, che ora figurano come parti offese nel procedimento.
«C’è il suo (di Soria, ndr) testamento, fatto in epoca non sospetta, con cui lascia tutte le proprie sostanze al premio; c’è l’assicurazione sulla vita», senza contare le fideiussioni per «circa 1,2 milioni di euro che vengono rilasciate da uno che sarebbe un peculatore o un malversatore all’associazione ai danni della quale avrebbe agito», ha rilevato Mirate. Non bastasse, il Professore «ha garantito con i suoi beni una forma anticipata di restituzione del danno», ha aggiunto. Circostanze che hanno spinto i legali a richiedere per Soria le attenuanti generiche, chiedendone l’assoluzione.
È stato invece l’avvocato di Angelo Soria, ex dirigente regionale e fratello di Giuliano, imputato per peculato nello stesso processo, ad insistere sulla mancanza di un vantaggio personale in capo al suo assistito. La difesa sostiene inoltre che i fondi erogati dalla Regione siano stati regolarmente utilizzati per eventi culturali, ragion per cui l’accusa di peculato non starebbe in piedi.
Le parole dei difensori arrivano dopo che nelle scorse settimane i personaggi tirati in ballo da Soria avevano minacciato querele, accusandolo di essere un millantatore, e proprio a partire da quelle dichiarazioni la Procura ha aperto un nuovo fascicolo.

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