Sono 24 i parlamentari del Movimento 5 Stelle che hanno presentato tre esposti alla Corte dei Conti su presunte violazioni degli accordi italo-francesi in ordine ai tempi di realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione. I parlamentari pentastellati lamentano il fatto che l’azienda Ltf (Lyon Turin Ferroviaire), partecipata per il 50% da Rete Ferroviaria Italiana, avrebbe avviato in beata solitudine i lavori di scavo di un tunnel geognostico di nove chilometri, bypassando i “protocolli addizionali” che invece erano previsti negli accordi siglati dai Governi italiano e francese nel 2001. Protocolli che non sono mai stati sottoscritti, ma sono stati rinviati al termine della realizzazione della linea vera e propria.
«Ltf la spaccia per una semplice galleria di studio, una delle tante previste nel programma di prima fase, ma in realtà con questa decisione si dà di fatto il via libera ai lavori per la costruzione del tunnel di base del Tav» denuncia Marco Scibona, primo firmatario degli esposti. In particolare, i 5stelle fanno notare come gli accordi del 2001 prevedano la ripartizione dei costi delle “discenderie” (le gallerie conoscitive) in parti uguali tra i due Stati, motivo per l’Italia dovrà pagare per metà i costi di un’opera che i pentastellati sul blog di Beppe Grillo descrivono come «uno sperpero di denaro pubblico».
Stando agli accordi del 2012, della realizzazione del tunnel di base, che collegherebbe Bussoleno a Saint Jean de Maurienne, non dovrebbe occuparsi Ltf, ma un Promotore Pubblico. Senonchè, riportano gli esposti, il cantiere della nuova galleria si sviluppa «nell’asse della galleria di base definitiva» e presenta lo stesso diametro.
Ora la palla passa alla Corte dei Conti, che dovrà valutare se c’è stato sperpero di denaro pubblico e in quel caso quantificare il danno per le casse dello Stato.





