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domenica, 26 Maggio 2024

Gli infermieri del Nursind diffidano Asl e Cirio: “Rispetto delle norme di sicurezza e più tamponi per i sanitari”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Una lettera di diffida da parte del sindacato degli infermieri Nursind inviata alle Asl della Città di Torino, al Governatore del Piemonte Alberto Cirio e all’assessore alla Sanità Luigi Icardi. Una missiva in cui si denuncia la “mancata adozione delle misure minime per il contenimento del contagio ed a tutela della salute dei lavoratori e della sicurezza sui luoghi di lavoro”, come la stessa rappresentanza denunciava sin da inizio emergenza Coronavirus.

A seguito dell’emergenza Covid-19 – si legge nel documento – l’Organizzazione Sindacale Nursind di Torino ha ricevuto innumerevoli segnalazioni del personale sanitario, univocamente attestanti l’omissione di idonee misure per il contenimento del contagio, presso le strutture sanitarie regionali e provinciali, in particolare, in relazione all’omesso monitoraggio dei sanitari positivi, oltre l’ormai accertata assenza/carenza di DPI. Infatti viene riferito dagli operatori sanitari che in quasi tutte le strutture e i presidi ospedalieri del territorio, si registra l’assoluta carenza dei dispositivi di cui tali professionisti devono essere assolutamente e necessariamente dotati al fine di prevenire il contagio da corona virus quali tute, camici impermeabili, visiere, occhiali protettivi, mascherine chirurgiche, FFP2 e FFP3”.

Il Nursind prosegue facendo notare come “le singole aziende non possono limitarsi alla distribuzione delle mascherine filtra batteri il cui utilizzo non è atto a proteggere dal rischio di contagio il personale sanitario che si trova in contatto con pazienti, che potrebbero eventualmente essere affetti da Covid-19, virus almeno 100 volte più piccolo di un normale batterio”.

La richiesta alle Asl dunque di misure di sicurezza adeguate e di dotare il personale sanitario di strumentazioni adeguate a proteggersi dal contagio. Inoltre nella lettera si precisa che “l’esecuzione massiva di test diagnostici è, allo stato, l’unica misura idonea a contenere il contagio anche e soprattutto in ambito ospedaliero che è la maggior causa di diffusione, nell’ambito delle proprie competenze”.

Per quanto riguarda il ruolo della Regione Piemonte, invece, Nursind invita la Cirio ad “attivare e favorire, senza indugio, l’organizzazione e l’apertura di Laboratori o comunque ad individuare Laboratori anche fuori regione idonei ad effettuare test diagnostici in numero sufficiente alle necessità del personale sanitario dell’intera Regione” e a “controllare e vigilare che presso tutte le AA.SS.LL. regionali vi sia il rispetto della normativa di emergenza vigente nonché di tutta quella a tutela e salvaguardia della salute”.

Il sindacato fa anche sapere di essere pronti ad “agire in via risarcitoria da parte dei singoli operatori sanitari, ove mai dovessero contrarre il Covid-19 con danni alla persona o anche per traumi psicologici o psichici, in conseguenza dell’esercizio della professione in condizioni di lavoro e ambientali non conformi alle norme vigenti”.

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