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venerdì, 19 Luglio 2024

Garcea mette a tacere Mattiello: “Ecco il mio parente superboss”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

“Ecco il mio parente superboss”. Replica con tanto di post su facebook il vicepresidente del consiglio comunale di Torino Domenico Garcea dopo le polemiche sul fatto che lui, consigliere di Forza Italia, è stato nominato come componente nella commissione legalità, nonostante, secondo l’ex parlamentare Pd e componente della commissione antimafia presieduta da Rosi Bindi Davide Mattiello “sia cugino” del superboss della ‘ndrangheta Onofrio Garcea, condannato in via definitiva per associazione di stampo mafioso. Il boss al quale l’ex assessore regionale Roberto Rosso, imputato di voto di scambio politico mafioso, avrebbe versato 7900 euro in cambio di sostegno elettorale alle elezioni regionali del 2019.
Racconta Domenico Garcea: “Gli voglio un sacco di bene, non solo perché è fratello della buonanima di mio papà ma perché è una persona con solidi valori morali e familiari.
Gli devo riconoscere un difetto: è un po’ “tirchio” e questa sua “patologia” me l’ha certamente tramandata. Sono, infatti, noto ed apprezzato per le mie campagne elettorali al risparmio, non potendo contare su facoltosi finanziatori, ma solo sull’apprezzamento sincero del territorio per il lavoro svolto negli anni. Con la smentita sul giornale Repubblica e con il mio post dello scorso 14 novembre, pensavo di aver chiarito la questione del “cugino”, “parente” o “parente alla lontana”, ma ancora una volta mi tocca difendermi da accuse infamanti.
Spero che in futuro i giornali preferiscano pubblicare articoli su i miei documenti politici votati dal Consiglio Comunale, in questi 3 mesi di attività politica, come ad esempio i documenti approvati in aula: mozione su PNRR, mozione della trasformazione della viabilità in Corso Regio Parco angolo Corso Mamiani (dove è morto un ragazzo giovane per un incidente stradale), mozione sulle donne afghane oppure i documenti politici presentati: riqualificazione del Cimitero Monumentale, riqualificazione dell’ex zoo di Corso Casale e lavori socialmente utili come doveroso contributo da parte di chi percepisce il reddito di cittadinanza.
Lavorare per il territorio e per la mia Città mi appassiona tanto perché amo Torino e non mi imbarazza sostenere di essere e di essere sempre stato nel pieno della le
galità.  Dimenticavo, mio zio si chiama Onofrio Garcea”.

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