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domenica, 19 Maggio 2024

Fumi tossici nella Circoscrizione 6: “La nostra salute è in pericolo”

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Redazione
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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Protestano in piazza Palazzo di Città i residenti della Circoscrizione 6. Riuniti davanti al Comune con striscioni e fischietti rivendicano il diritto di «tornare a respirare aria pulita».
Il motivo che li ha spinti a scendere in strada è la presenza del campo nomadi di lungo Stura Lazio, dove ormai sempre più assiduamente vengono bruciati rifiuti di ogni genere che rendono l’aria pericolosamente irrespirabile.
Roberto Angarano, uno dei portavoce del quartiere, spiega: «L’aria nella zona compresa tra le vie Germagnano, corso Vercelli, lungo Stura Lazio e corso Giulio Cesare è la più colpita. Ormai quasi tutte le sere l’aria si riempie di un fumo nero intenso, che ci obbliga a chiuderci in casa sia in estate che in inverno. Questi accorgimenti però non bastano perché quell’aria irrespirabile si infila sotto le porte. Non possiamo proteggerci dalle polveri sottili, rilasciate dai fumi tossici dei rifiuti bruciati da “ignoti”, anche se in realtà sappiamo benissimo che vengono incendiati nel campo rom che sorge nel quartiere»
Preoccupati dalle diossine che minano la salute dei loro cari, i cittadini spiegano la sensazione di impotenza che li assale dopo aver tentato ormai con ogni mezzo di chiedere aiuto alle istituzioni per cercare ti fermare il fenomeno o quantomeno controllarlo.
La raccolta di settecento firme è solo l’ultima delle iniziative del quartiere esasperato dai fumi neri. «Abbiamo presentato le firme a tutti gli uffici preposti ma non hanno mai fatto nulla di concreto e intanto dobbiamo dare lo sciroppo ai nostri figli che tossiscono tutto il giorno perché non riescono a respirare» continua Roberto Angarano residente della zona.
Il consigliere comunale Fabrizio Ricca, capogruppo della Lega Nord afferma: «Sono anni che denunciamo il problema. Un anno fa hanno deciso di sgomberare il campo nomadi ma il risultato è stato l’abbattimento di trenta baracche e lo spostamento di solo cinquecento metri dei rom che hanno creato un altro insediamento. Ora in tutto le baracche sono seicento. Il campo rom continuerà ad esserci e i cinque milioni di euro stanziati per gli interventi strutturali sono ancora lì fermi e Fassino pare accorgersi del problema solo adesso. Secondo noi è solo una mossa in vista delle elezioni» conclude Ricca.
Così nell’attesa di essere ricevuti dal vicesindaco Elide Tisi e dal sindaco Piero Fassino, Cangelli, altro portavoce dei residenti del quartiere afferma:«Voglio specificare che non siamo contro i campi rom ma vogliamo dire alle istituzioni di intervenire. Vogliamo solo proteggere le nostre famiglie» conclude Cangelli, speranzoso che al più presto si giunga ad una soluzione.

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