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venerdì, 12 Agosto 2022

Festa de L’Unita, Carretta: “A Torino nessun sconto per Appendino”

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Ha preso il via alle 18 con la tradizionale conferenza stampa di apertura l’edizione 2019 della Festa de L’Unità di Torino. A fare gli onori di casa il segretario metropolitano Mimmo Carretta che dopo il ringraziamento ai volontari, «senza di loro non siamo niente», non ha potuto evitare il riferimento a quanto sta accadendo a livello nazionale. «Questa sarà una Festa particolare, anche per quello che sta accadendo a Roma. Ognuno ha dimostrato entusiasmo o perplessità rispetto all’accordo di governo, però c’è un aspetto che ci deve rendere orgogliosi, ovvero l’unità che abbiamo espresso scegliendo di affidarci al segretario e scegliere il suo percorso, cosa che non succedeva da anni. E pensare che abbiamo perso elezioni proprio per via delle scissioni che ci sono state nel partito».

Tornando all’accordo con il Movimento 5 stelle Carretta precisa che «Non è un matrimonio d’amore, ma un accordo fatto per l’interesse degli italiani. Se l’operazione sarà possibile sarà solo per il senso di responsabilità del Pd». Ma il segretario torinese esclude anche che lo scenario possa ripetersi a Torino: «Lo stesso senso di responsabilità ci porta a dire che qui a Torino la situazione è diversa. Non c’è polemica interna tra chi vuole o non vuole Appendino, anzi chiederei ai presenti se hanno cambiato idea sull’Appendino. Al momento noi andremo avanti con la nostra opposizione, a meno che qualche esponente del partito non sia favorevole alle politiche messe in atto da Appendino, a quel punto si aprirà una discussione interna» afferma Carretta, con un riferimento non troppo velato alle parole di Paolo Furia e Monica Canalis dei giorni scorsi.

«Per ora la necessità è costruire un’alternativa a una giunta fallimentare e disastrosa. Ben venga rimodulare i toni, ma non cambia la sostanza», conclude Carretta ritornando alla presentazione della Festa: «Qui mettiamo in campo la migliore gioventù, non anagrafica, ma è il richiamo a un sentire, alla capacità di far sognare che la sinistra ha perso. Noi abbiamo bisogno di condividere le cose, di riallacciare discorsi che si erano interrotti. In quest’ottica la Festa non si esaurisce in questi quindici giorni, ma speriamo di intercettare delle scintille che possano dare vita a una traccia di programma su cui lavorare per il futuro».

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