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lunedì, 27 Maggio 2024

Fassino e Cota: “Fusione Fiat-Chrysler grande opportunità per Torino”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

«Un accordo importante di quelli che rimarranno nei libri di storia: ora non ci sono più incognite o scuse». Così Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fiat, commenta l’acquisizione dell’ultimo 41,5% del colosso statunitense. «Questo ci permetterà di realizzare pienamente la nostra visione di creare un costruttore di auto globale con un bagaglio di esperienze, punti di vista e competenze unico al mondo – continua l’ad Fiat – L’accordo appena raggiunto con Veba è senza dubbio un momento fondamentale per Fiat e per Chrysler. Sarò per sempre grato al team di leadership per il sostegno e per il loro incessante impegno nel realizzare il progetto di integrazione che oggi assume la sua forma definitiva».
Anche il presidente dell’azienda torinese John Elkann esprime grande soddisfazione. «Aspetto questo giorno sin dal primo momento, sin da quando nel 2009 siamo stati scelti per contribuire alla ricostruzione di Chrysler – commenta – Il lavoro, l’impegno e i risultati raggiunti da Chrysler negli ultimi quattro anni e mezzo sono qualcosa di eccezionale».
La fusione Fiat-Chrysler sarebbe una «straordinaria opportunità» per Torino. Così la pensa Piero Fassino, sindaco del capoluogo piemontese, che ha speso parole entusiaste per l’acquisizione del restante 41,5% del colosso statunitense da parte del gruppo automobilistico italiano. «Questa è una buona notizia che consolida definitivamente l’integrazione Fiat-Chrysler rafforzando il suo ruolo di player globale – afferma il primo cittadino – Una scelta strategica da cui ci attendiamo conseguenze positive anche per l’Italia e per Torino».
Soddisfazione arriva anche dalla Regione: «Sono contento dell’acquisizione di Chrysler da parte di Fiat –  esordisce il governatore leghista Roberto Cota, che però ci aggiunge subito anche una nota polemica – Ma il tema vero è un altro: perché da noi si fa una fatica bestiale a produrre auto e il mercato del settore va sempre peggio? La risposta è abbastanza semplice: questo accade perché lo Stato di Roma porta avanti una politica fiscale sbagliata e una politica industriale inesistente». Ottimista il vicepresidente della Regione Gilberto Pichetto Fratin, del Popolo della Libertà, che sostiene: «È il successo dell’impresa italiana e di un management italo-americano o italo-svizzero-americano. Anche le industrie italiane possono fare acquisizioni di peso nel mondo. Un prestigio non solo per Fiat, ma per tutta l’Italia». Fratin auspica anche che «questa operazione possa rafforzare Torino». Anche per Claudia Porchietto, assessore al Lavoro della giunta Cota, «questo è un segnale di forte rafforzamento,  Fiat è un gruppo italiano che ha acquisito un gruppo statunitense. E spero che sia così, senza spostamento di un unico baricentro verso Detroit. Voglio leggere l’operazione in questi termini, come la nascita di un grande gruppo con più poli forti».
«Di fronte abbiamo un nuovo capitolo di storia comune da scrivere, a voi chiediamo di restare uniti, in quel patto di lealtà e fiducia che ci ha permesso di arrivare fino a questo punto – concludono Elkann e Marchionne in una lettera ai dipendenti di Fiat e Chrysler – Da parte nostra vi assicuriamo l’impegno a sviluppare Fiat-Chrysler ovunque nel mondo, a renderla un modello di velocità e di efficienza e a offrirvi un futuro sicuro e stimolante, in un ambiente dove lo scambio di esperienze e culture sarà fonte di crescita professionale e personale».

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