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lunedì, 27 Maggio 2024

Eternit, i documenti dell'azienda: "Dobbiamo combattere perché l'amianto non sia screditato"

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

«Dobbiamo combattere con tutti i nostri mezzi per evitare che l’amianto venga screditato agli occhi dell’opinione pubblica. Sulla questione amianto è decisamente importante che non si cada in forme di panico. Questi tre giorni sono stati determinanti per i nostri direttori tecnici, i quali sono rimasti scioccati. Non deve succedere la stessa cosa ai lavoratori». Queste parole furono pronunciate nel 1976 dal magnate svizzero Stephan Schmidheiny, unico imputato del processo Eternit condannato in appello a 18 anni di carcere e assolto in Cassazione tra lo sgomento e la rabbia generalli. Il documento, acquisito dai pubblici ministeri Raffaele Guariniello e Gianfranco Colace, fa parte di una relazione letta dall’imprenditore svizzero nel seminario organizzato nel giugno del 1976 a Neuss, in Germania, per i dirigenti del gruppo industriale. Un discorso che, secondo i pm, testimonierebbe la responsabilità dell’imprenditore nel caso. A Neuss si parlò dei rischi legati alla lavorazione dell’amianto e vennero prese in considerazione le strategie per affrontare il problema. Il seminario, secondo gli inquirenti, faceva parte di una campagna di disinformazione e minimizzazione del problema.
«L’amianto-cemento – affermò Schmidheiny – può essere potenzialmente un materiale pericoloso se non viene maneggiato in maniera corretta. Ci saranno da mantenere degli obblighi nell’ambito delle aziende per quel che riguarda la nostra attività nelle public relations, nei confronti dei lavoratori e dell’opinione pubblica. Siamo moralmente impegnati a salvaguardare la salute dei nostri lavoratori. È comunque decisamente importante che non si cada in forme di panico». «L’amianto – si legge ancora nel documento – può rappresentare un serio pericolo per la salute se viene trattato in maniera scorretta. Ci rendiamo conto che questo rischio potenziale viene usato da molti come motivo base per discreditare l’amianto in maniera decisamente esagerata, non fattiva e particolarmente prevenuta. Questa diffamazione può mettere a repentaglio l’esistenza della nostra industria. Dobbiamo reagire in maniera decisa e dobbiamo combattere con tutti i nostri mezzi».

@ElisaBellardi 

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