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martedì, 16 Luglio 2024

Eleonora Artesio: "Chi si droga non è un malato e va aiutato non solo curato”

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Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

di Moreno D’Angelo
Al Caffè Basaglia, si è svolto un dibattito tra operatori, associazioni e politici impegnati nel superamento delle logiche proibizionistiche. Molte le aspettative sul nuovo consiglio regionale, che uscirà dalle imminenti elezioni, dopo un periodo di quattro anni che è stato definito dagli antiproibizionisti come “il buio politico del Piemonte”. In tale contesto si auspica l’istituzione di un gruppo tecnico sulla riduzione del danno.
Tutti concordano per lo scioglimento del dipartimento nazionale, legato al servizio sanitario nazionale, in quanto la questione droga va ben oltre il solo aspetto sanitario.
Silvio Viale, consigliere comunale del Pd e storico radicale ha affermato: «Se riusciamo a dimostrare che la cannabis è un farmaco facciamo un grande passo avanti. La cannabis terapeutica può costituire un importante grimaldello per far avanzare un nuovo approccio su questi temi». Insomma non partendo dalle narco sale. In questa visione si prende atto che sul tema droga l’opinione pubblica resti spaccata mentre sulla marjuana è possibile trovare maggiore consenso.
Viale polemizza con i grillini che, come paladini dell’antiproibizionismo, hanno tra i loro sponsor sui loro blog dei protagonisti del gioco d’azzardo.
In polemica con Viale alcuni relatori affermano che occorre andare oltre il discorso terapeutico e avviare una campagna culturale di liberalizzazione anche sul piano ludico. Insomma per costoro la questione terapeutica “è una battaglia già vinta”. Insomma tra gli operatori c è chi rivendica a pieno titolo la libertà individuale nell’uso delle sostanze. I servizi devono riprendere il loro lavoro e ci sarebbe spazio anche per le “narco sale”. Il tutto ripensando globalmente le politiche di intervento.
L’ex assessore alla sanità Eleonora Artesio ha sottolineato come sia importante una visione complessiva progettuale di lungo periodo che prevalga su interventi di breve termine poco efficaci: «La politica sociale non si sta occupando di chi consuma sostanze. Chi consuma sostanze non è un malato e quindi non dovrebbe rientrare come oggetto del servizio sanitario. Servono Interventi residenziali, borse lavoro. Insomma dovrebbero rientrare negli interventi previsti per i cittadini». Anche per l’Artesio le iniziative per questa tipologia di interventi dovrebbero essere strutturate su base regionale e precisa: «Se la sanità è così “idrovora” è anche perché deve farsi carico di interventi sociali che non dovrebbero rientrare nelle sue competenze». La Artesio precisa come «solo un intervento socioassistenziale, per chi usa sostanze, diffuso e continuativo, può aiutare quel processo di maggiore consapevolezza, anche tra i più giovani, nella gestione del consumo». Ha inoltre sottolineato l’importanza verso quei servizi con equipe viaggianti di prima assistenza e informazione che operano sulle strade. «Il clima in atto, con i tagli negli stanziamenti agli enti locali, penalizzi più che gli operatori sanitari quei soggetti socio assistenziali (operatori, educatori animatori) fondamentali nell’attuazione di percorsi di recupero e reinserimento in quello che in gergo viene definita bassa soglia». (Come testimoniano volontari che operano nei dormitori cittadini dove senza fissa dimora e tossicodipendenti sono di casa). Anche lArtesio ha avuto un cenno polemico verso i Cinque Stelle ricordando come esponenti di quel movimento abbiano proposto l’analisi del capello e delle urine per i consiglieri prima delle riunioni.
Appartenenti a varie associazioni della rete Itardd hanno rilanciato la “Carta dei Diritti” per le persone che usano sostanze. Un modo per andare contro il proibizionismo. Sono politiche che non pagano e non a caso in Russia i morti per droga e per HIV sono altissimi nonostante un quadro normativo durissimo e repressivo.
Vengono ricordati diversi morti di overdose che ormai non fanno più notizia. «L’indifferenza uccide», segnalando come esperienza positiva i cannabis social club presenti in Spagna che non devono essere confusi con i coffee shop dove prevale solo la logica del profitto.
Ottimista Michele Curto, capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà in Consiglio Comunale. «Si è aperta una finestra nei rapporti con i cittadini , saturi di tanti fallimentari appelli alla sicurezza contro clandestini e migranti». Curto precisa come la questione della riduzione del danno sia un caposaldo della sicurezza urbana: «Non ci si può fermare a un approccio di taglio sanitario». Per l’esponente del Sel è proprio sulla questione sanitaria che si concentrerà la vera battaglia in Regione tra modelli molto diversi. Una lotta che non sarà tanto tra la sinistra e una destra debole e frammentata bensì interna alle linee prevalenti nello schieramento di centrosinistra.
Per reinserire chi usa sostanze – conclude Curto – bisogna offrire nuove opportunità. La crisi non aiuta ma un approccio ed una politica nuova, possono dare nuovi frutti anche coinvolgendo i privati nell’accoglienza per andare oltre la perenne emergenza.
In conclusione si ricorda che Torino sia prima città pro marijuana d’Italia. Per la prima volta un Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno (proposto da Sinistra ecologia libertà. Primo firmatario Marco Grimaldi) che invita parlamento e governo ad affrontare il tema del «passaggio da un impianto di tipo proibizionistico a un impianto di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe leggere», c. Insomma oltre la Fini-Giovanardi e per la legalizzazione della cannabis e suoi derivati.

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