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martedì, 21 Maggio 2024

Eduscopio Lavoro: le scuole professionali che ti danno un impiego

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

di Giulia Zanotti

Istituto Birago, Istituto Colombatto e Sommelier. Queste a Torino le scuole che aiutano a trovare più facilmente lavoro. Lo dice il nuovo portale Eduscopio Lavoro nato dalla collaborazione con il Crisp (Centro Ricerche universitario per i servizi di pubblica utilità) della Bicocca, gli assessorati regionali al lavoro di Piemonte e Lombardia e la Fondazione Giovanni Agnelli.
Dal confronto di settecento scuole piemontesi e lombarde emerge che nel nostro territorio il Felice Garelli di Mondovì, in provincia di Cuneo consente più facilmente di trovare lavoro. Infatti il 78 per cento degli studenti è stato assunto dopo il diploma. Al 74 per cento l’istituto Cravetta di Savigliano e l’Alberti Porro di Pinerolo.
A Torino, dicevamo, il Colombatto e il Sommelier. Dopo il diploma ottenuto in uno di questi istituti nel primo caso il 67 per cento dei ragazzi ha trovato un lavoro affine agli studi, mentre il 64 per cento nel caso del Sommelier.
Eduscopio lavoro nasce per offrire agli studenti di terza media le informazioni utili per la scelta degli istituti tecnici e professionali.
«Si tratta di uno strumento in più per fare la scelta migliore, ma che non può comunque sostituire l’orientamento che deve essere realizzato dalla scuola – ha spiegato il vice presidente della Fondazione Agnelli John Elkann – una bussola per trovare la direzione giusta – Il ministero dell’Istruzione si sta muovendo nella direzione giusta ma c’è ancora molto da fare».«Con il nuovo portale Eduscopiolavoro.it ci rivolgiamo agli studenti che non intendono o non sanno ancora se proseguire all’università, mostrando loro in modo chiaro località per località, territorio per territorio, le prospettive occupazionali dei diplomati, degli istituti tecnici e professionali» conclude Elkann.

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