Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, collegato in videoconferenza con i partecipanti al Consiglio regionale di oggi, in un’aula deserta di Palazzo Lascaris ha ricordato i sacrifici che sta facendo il Piemonte in queste settimane di emergenza Coronavirus.

Cirio ha voluto rispondere al consigliere del Partito Democratico Daniele Valle il quale aveva accusato l’amministrazione regionale di far pochi tamponi rispetto alle altre Regioni.

“Il mondo della Sanità piemontese sta facendo i salti mortali: tutto quello che si può fare per gestire una crisi alla quale non era pronta, come non era pronta la Sanità italiana. Bisogna essere molto chiari, dobbiamo muoverci in linea con il Governo”, dice Cirio da poco uscito dalla quarantena e guarito dal Covid-19.  “Noi non abbiamo alcun atteggiamento polemico con il Governo – ha rimarcato il governatore – siamo anzi una Regione che ne segue le indicazioni alla lettera. La politica dei tamponi del Piemonte è quella dello Stato italiano e dell’Istituto superiore di Sanità. Ci atteniamo alle disposizioni del ministro della Salute, e in più abbiamo ampliato i tamponi al personale sanitario: in tre giorni arriveremo a farne 4.000 al giorno”.

“Sulle mascherine – ha aggiunto – invito a legge l’intervista di oggi al capo della Protezione civile, dove dice che non arrivano più mascherine in Italia. Siamo in una guerra dove tutti si strappano ciò che serve per combattere il virus. Noi la affrontiamo costruendoci un reagente autoprodotto per i tamponi, proprio per non essere schiavi della politica internazionale sui reagenti. Questa è la situazione di guerra che stiamo affrontando”.

“Ho sempre tenuto un atteggiamento molto costruttivo. Se a volte alzo la voce con il Governo non è per fare polemica. E’ solo perché ci sono Regioni nelle quali se arriva un ventilatore va in un magazzino in attesa dell’evoluzione del contagio, mentre da noi dopo un’ora è attaccato alla bocca di un paziente”.