16.3 C
Torino
sabato, 13 Luglio 2024

Coronavirus, carceri italiani in rivolta, i detenuti chiedono l’indulto

Più letti

Nuova Società - sponsor
Redazione
Redazione
Nuova Società nasce nel 1972 come quindicinale. Nel 1982 finisce la pubblicazione. Nel 2007 torna in edicola, fino al 2009, quando passa ad una prima versione online, per ritornare al cartaceo come mensile nel 2015. Dopo due anni diventa quotidiano online.

Otto morti, diversi feriti, tentativi di evasione, occupazione e devastazione di alcuni locali dei carceri. Questo è il bollettino delle rivolte scoppiate nelle case circondariali italiane dall’attuazione delle misure di restrizione volute dal governo per cercare di arrestare il contagio da Coronavirus. La tensione sale nelle carceri. A Modena, al Sant’Anna, si contano 6 morti e 6 feriti, di cui 4 in prognosi riservata, ferite lievi per le 3 guardie carcerarie e 7 sanitari, al momento è la situazione più grave.

Al carcere di San Vittore, Milano, in piena zona rossa, alcuni detenuti, questa mattina, sono saliti sul tetto urlando e chiedendo l’indulto, molti con il volto coperto da sciarpe e dai cappucci delle felpe. Prima di salire però hanno saccheggiato l’infermeria, è c’è il forte rischio che possano ingoiare medicinali e metadone per placare la dipendenza da eroina. Eventualità che si sono già verificate sia nel carcere di Verona che in quello di Alessandria, dove due detenuti sono morti per overdose da psicofarmaci.

A Foggia e a Palermo ripetuti casi di evasione, poi bloccati dalla polizia. Da quanto si apprende i detenuti avrebbero divelto un cancello che porta direttamente nella strada adiacente, ed altri avrebbero provato a scavalcare direttamente le mura di cinta. Esercito e forze dell’ordine sono intervenute per riportare la situazione alla normalità.

Sono in corso proteste anche nel carcere romano di Rebibbia: alcuni detenuti, a quanto si apprende, nel corso della mattinata hanno dato fuoco a dei materassi.

Un’altra è in corso al carcere in Prato. Polizia e carabinieri hanno cinturato la zona del penitenziario. Dall’esterno si sentono grida. A Matera le forze dell’ordine sono immediatamente intervenute per contenere e gestire lo stato di agitazione in sinergia con la polizia penitenziaria. Una decina di detenuti si è rifiutata di rientrare nelle celle protestando contro le restrizioni ai colloqui con i visitatori. Un detenuto è anche salito sul tetto.

Paolo Bogliano

- Advertisement -Nuova Società - sponsor

Articoli correlati

Nuova Società - sponsor

Primo Piano