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domenica, 26 Maggio 2024

Coronavirus, buoni spesa a Torino: già 9mila domande

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Novemila domande in otto ore. Queste le richieste dei torinesi per i buoni spesa stanziati per l’emergenza Coronavirus. Nonostante le difficoltà il sistema ha retto. E da lunedì, come ha assicurato in conferenza stampa l’assessore all’Innovazione Marco Pironti, si potrà procedere all’invio del Pin con cui si potranno scaricare i ticket.

“Dalle 10 alle 18 abbiamo gestito circa mille domande all’ora- spiega l’assessore all’Innovazione Marco Pironti in video conferenza-. C’è stato un sovraccarico nei primi minuti, così abbiamo stoppato il sistema e lo abbiamo diviso su canali”.

L’affidamento diretto alla Up Day risulta regolare, secondo quanto previsto da un’ordinanza del dipartimento della Protezione Civile del 29 marzo 2020, come ricorda lo stesso capogruppo. “Per tale servizio- prosegue- la ditta tratterra’ il 5% della cifra del buono pagata dal commerciante. In altri termini, il negoziante versera’ al gestore privato il 5% del valore del buono”.

Un numero superiore alle aspettative, come ha ricordato la vicesindaca e assessora al Welfare Sonia Schellino e sicuramente sarà necessaria una scrematura, visto che nel calderone delle richieste, ha evidenziato sempre la Schellino, potrebbero esserci finiti anche quelli che già hanno difficoltà economiche precedentemente al Covid 19 e che sono già segnalati al Comune.

A questo proposito Pironti ha voluto precisare che non sono pochi i richiedenti che faranno un passo indietro da soli visto che si sono accorti solo dopo l’invio del modulo di non avere i requisiti. Ovvero, quelli che usufruiscono già di ammortizzatori sociali.

“La sindaca Chiara Appendino e l’assessore Pironti hanno appaltato la gestione dei buoni spesa finanziati dal Governo a una società privata- l’accusa del capogruppo del Partito Democratico in Sala Rossa  Stefano Lo Russo-. La ditta che gestisce i ticket restaurant dei dipendenti comunali”.

Per quanto riguarda questa polemica sollevata dai Dem sul fatto che il sistema di gestione dei buoni sia stato affidato a una società privata, Up Day che già gestisce i buoni pasto dei dipendenti comunali, la sindaca Appendino ha replicato ricordando che Torino non può essere paragonata a Comuni più piccoli e che questo era il metodo più veloce per distribuire i buoni, come viene dimostrato dai fatti.

“Il modello che abbiamo attuato ci garantisce in breve tempo di essere certi che le risorse vengano usate per lo scopo previsto: l’acquisti di beni di prima necessita’”. “La possibilità di stampare dei buoni direttamente da parte del Comune è stata esclusa a causa dei costi di avviamento della produzione e della garanzia di validità dei ticket. Era fattibile, ma avrebbe avuto un costo impattante per uno strumento che useremo solo temporaneamente”.

“Dare del denaro attraverso il pagamento della somma con bonifico non avrebbe dato certezze che poi queste somme sarebbero stata utilizzare per l’acquisto di generi alimentari” ha aggiunto la sindaca.

 

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