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mercoledì, 24 Luglio 2024

Consiglio comunale di Torino approva Rendiconto 2018

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Il Consiglio comunale di Torino ha approvato il Rendiconto 2018. 21 i voti favorevoli e 5 quelli contrati. Durante il suo intervento, l’assessore al Bilancio Sergio Rolando ha spiegato che ci sono stati «elementi positivi come il miglioramento dei livelli di riscossione, la diminuzione dell’utilizzo delle anticipazioni di cassa, la diminuzione dei debiti per mutui e prestazioni obbligazionarie, l’accantonamento di 20 milioni a copertura delle rate dovute a Gtt e Infra.To».

Rolando ha ricordato alla Sala Rossa che il debito è passato «da 2,829 mld nel 2017 a 2,717 mld nel 2018. I dati – ha concluso – confermano la prosecuzione dell’efficace risanamento dei conti avviato col piano di interventi». 

Altro dato significativo, per l’assessore,  è la crescita in valori assoluti degli incassi in conto residui, che sono passati da 302 a 328 milioni, Rolando evidenziato  il miglioramento della riscossione in rapporto all’accertato (dall’81,67% all’84,47%) e la diminuzione dell’utilizzo di anticipazioni di Tesoreria, con un miglioramento di cassa dell’esercizio 2018 di 5 milioni di euro e una riduzione media di quasi 30 milioni, ovvero da 351 a 323 milioni di euro.

L’accantonamento a copertura di rischi futuri comprensiva del FCDE (Fondo Crediti Dubbia Esigibilità), ha aggiunto Rolando, è salita da 648 a 739 milioni di euro. L’insieme di questi elementi positivi, ha concluso l’assessore prima di ringraziare tutti coloro che hanno concorso all’elaborazione del Rendiconto, ha consentito la chiusura della gestione finanziaria per il 2018 con un complessivo risultato dell’esercizio migliorativo di oltre 21 milioni di euro.

Dopo la relazione di Ronaldo si è svolto il dibattito in aula. Assente la sindaca Chiara Appendino, convocata a Roma dal leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio. Ma non c’era anche il vicesindaco Guido Montanari. Assenze evidenziate dal capogruppo del Partito Democratico Stefano Lo Russo: «L’urbanistica si è inchiodata, ha detto Lo Russo. La revisione del Piano regolatore generale è diventata un alibi per non trattare altre attività e ha bloccato le varianti urbanistiche. Nel Rendiconto manca la revisione dei criteri commerciali. Un’ultima questione è il problema del personale del Comune: nei prossimi tre anni ci saranno 1600 persone in uscita e non c’è un piano organico del personale».

«Con l’uscita di 1600 persone dal Comune – ha ribadito Maria Grazia Grippo (PD) – ci saranno notevoli problemi nel settore dell’assistenza, soprattutto nella qualità del servizio. Si devono reinvestire le risorse e non pensare solo a una mera gestione dei servizi e nemmeno diventare i gestori dei fondi ministeriali vincolati a determinati progetti. I bisogni dei cittadini restano poco soddisfatti e lo saranno maggiormente se non sarà predisposto un piano organico del personale»

Secondo Damiano Carretto (M5S) alla maggioranza vengono: «contestate le piste ciclabili e le nostre politiche per la mobilità per ridurre traffico e smog, ma la progettazione sbagliata di piazza Baldissera e le autostrade urbane non le abbiamo fatte noi. Continueremo a lavorare con lungimiranza per un’altra cultura della mobilità e per avere un’aria migliore in città. Così come continueremo a risanare i conti disastrati che abbiamo ereditato e a realizzare trasformazioni urbanistiche che soddisfino le esigenze della città e non si pieghino solo al capitale e ai costruttori».

«Continuo a sentire inesattezze sul bilancio del welfare della Città di Torino – sottolinea Antonino Iaria (M5S) – lo abbiamo aumentato con fondi di terzi e fondi nostri, tenendo un livello altissimo di impegno sul bilancio, nonostante il piano di rientro dai debiti. Stiamo anche continuando a lavorare sul reddito di cittadinanza, per integrarlo con le nostre politiche sociali, e su progetti concreti, non realizzati dalle amministrazioni precedenti, che non ci hanno lasciato alcun progetto nel cassetto».

«Dopo tre anni di Giunta Appendino rilevo come sia impossibile un confronto sull’azione politica della Giunta da parte di noi consiglieri; sono evaporati gli indirizzi di Governo e pertanto nulla è presente in questo Rendiconto – ha detto Eleonora Artesio (Torino in Comune) –  I temi non sono stati affrontati e restano irrisolti rispetto a quanto preventivato negli indirizzi politici di inizio mandato (lotta ai derivati, le passività delle entrate, i tempi di pagamenti dei fornitori). Rimane un mistero cosa intenda fare l’amministrazione della Città sui comparti sensibili, negli ambiti delle politiche educative, sociali e ambientali».

«Il debito del Comune sta scendendo e le future generazioni non dovranno sostenere i pesi e gli sbagli delle attuali; il rendiconto chiude con un avanzo di circa 20 milioni, e l’amministrazione non lo userà come è stato fatto da altri prima di noi; lo useremo invece per continuare ad abbattere il debito», ha spiegato Antonio Fornari (M5S).

Invece per Francesco Tresso (Lista Civica per Torino): «Questo rendiconto evidenzia una carenza della politica, della capacità di fare scelte, della capacità di dare priorità, della capacità di governare secondo un indirizzo preciso. Ho sentito confuse e variegate riflessioni sui temi caldi della città, che producono una narrazione, da parte vostra, distonica rispetto alla realtà. Avete, ad esempio, un governo amico ma non riuscite a farvi finanziare opere per la città. Rappresentate l’assenza della politica e il meccanismo della delega. Trasporti, urbanistica, personale: delegate, senza prendervi alcuna responsabilità. La Città non ha alcun ruolo e dopo tre anni non esprimete un’idea, solo indirizzi confusi e nessun progetto. Questo è un Bilancio da cui non si percepisce un’idea di sviluppo della città».

«La storia catastrofistica narrata non ha fatto bene a questa città – sostiene Viviana Ferrero (M5S) – Credo vadano invece raccontate le cose fatte. Fatti concreti: la riduzione del debito, il progressivo ridimensionamento dei tassi di interesse, il salvataggio del Bilancio di GTT, la riapertura di luoghi significativi quali il Mercato centrale a Porta palazzo, il cambiamento di modelli (l’opposizione al modello di Olimpiadi) e la scelta di ATP finals. Una città verde: piantumazione di mille alberi e la realizzazione della pista ciclabile di via Nizza. E poi il Bilancio sociale con il Tavolo della partecipazione civica e AXTo. Possiamo fare un bilancio di metà mandato con molte cose fatte e molte ancora da fare. Non abbiamo un cassetto ma una valigia piena di sogni».

«Spesso si continua a mistificare la realtà di alcuni fatti come, ad esempio, confondere i grandi supermercati con quelli piccoli di quartiere oppure ai fantomatici 300 milioni per il servizio pubblico dei trasporti, questa risorsa non sarà decurtata. Il rendiconto 2018 è lo specchio di ciò che si poteva fare dopo l’allegra gestione dell’Amministrazione precedente», ha concluso Roberto Malanca (M5S)

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