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lunedì, 27 Maggio 2024

Con il Coronavirus calano i reati a Torino. Questore De Matteis: “Preoccupano fake news e la caccia all’untore”

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Calano i reati a Torino da quando c’è l’emergenza Coronavirus. La Questura del capoluogo ha infatti registrato l’80% di reati in meno.

Più poliziotti nei quartieri, più persone in casa, tra i motivi. Resiste solo lo spaccio di droga.

Ma a preoccupare di più in questi giorni il questore Giuseppe De Matteis sono le fake news e l’odio verso il presunto untore, ovvero chi è in strada.

“Si sta scatenando un vero e proprio odio nei confronti di chi è autorizzato ad uscire. Penso a runner e ciclisti che fino a ieri potevano farlo e, oggi, a chi va a lavorare o a fare la spesa – spiega di Torino – Questo odio è assolutamente immotivato”.

“Il 60% delle oltre 400 telefonate che arrivano oggi alla centrale operativa segnalano assembramenti”.

“Alcuni- osserva il questore De Matteis – sono meno inclini a rispettare le decisioni”.

In periferie le regole vengo rispettate in meno: come ad esempio a Barriera di Milano. Qui è arrivato l’Esercito, che nei prossimi giorni potrebbe essere impiegato anche alla Falchera e a Porta Palazzo, altri due punti critici.

De Matteis poi parla delle bufale: “Occorre fare attenzione al web – è l’avvertimento del questore di Torino – e alle false informazioni”. Foto, video e messaggi vocali che, con toni allarmistici, girano attraverso sociale e WhatsApp.  Fake news che diventato truffe, nascoste da raccolta fondi per l’emergenza. “In caso di dubbi chiamate sempre polizia o carabinieri”, consiglia De Matteis.

“Nei prossimi giorni raggiungeremo il picco dei contagi. I sacrifici già fatti in questi giorni devono essere ripetuti e i controlli saranno rigorosi – conclude – perché dettati dall’esigenza di contenere il disastro pubblico”.

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