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martedì, 30 Novembre 2021

“C’è voglia di politica”: il nuovo risorgimento dem a Torino

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Moreno D'Angelo
Laurea in Economia Internazionale e lunga esperienza avviata nel giornalismo economico. Giornalista dal 1991. Ha collaborato con L’Unità, Mondo Economico, Il Biellese, La Nuova Metropoli, La Nuova di Settimo e diversi periodici. Nel 2014 ha diretto La Nuova Notizia di Chivasso. Dal 2007 nella redazione di Nuova Società e dal 2017 collaboratore del mensile Start Hub Torino.

Per Paolo Furia “Il risultato delle elezioni ci ha restituito fiducia”. Mario Giaccone parla di “Nuovo rinascimento dem”, mentre Valentino Castellani si preoccupa di quel 50% che non ha votato: “Servono nuovi strumenti di partecipazione popolare per combattere l’astensionismo”.  

E’ il nuovo clima positivo e propositivo emerso in un affollato incontro presso la Locanda sul Po, promosso da Alleanza dei democratici, grazie all’iniziativa dell’infaticabile tessitore Pino de Michele, protagonista di quel mondo civico di area dem che, insieme a Elena Apollonio (Demos), al consigliere regionale Mario Giaccone e Silvio Bo ha dato un contributo fondamentale al successo di Stefano Lo Russo. Un successo che però andrà confermato dal passaggio non scontato del ballottaggio. 

“Lo Russo è un podista, inizia lentamente ma poi non molla”. De Michele, ricordando come i sondaggi fossero tutt’altro che incoraggianti rispetto al risultato, aggiunge come le primarie, che lui aveva subito osteggiato a differenza di Enzo Lavolta, “ci abbiano invece permesso di avviare un processo aggregativo fondamentale per il successo del candidato del centrosinistra torinese, che ha avuto come risultato anche l’importante appoggio di Sinistra ecologista” . 

“E’ stata una grande prova di unità politica. Non abbiamo fatto una operazione ipocrita di unità di facciata ma abbiamo esplicitato le nostre divergenze e, con un percorso travagliato, siamo arrivati ad una coalizione ampia e riconosciuta, superando i conflitti attraverso un autentico  confronto” con determinazione il segretario regionale del Pd Paolo Furia ha così rivendicato il successo ottenuto e ha aggiunto “Vincere la città è un elemento ci ha restituito fiducia ma fuori da Torino la destra non è ancora battuta, tuttavia è evidente la crisi del salvinismo, che ha perso migliaia di voti, senza che si registrasse un exploit della Meloni. Due forze che da tempo strizzano l’occhio al mondo no vax, mentre è naturale che si rivolga al centrosinistra gran parte di quel popolo che votava cinquestelle, per far argine alla destra”.  

L’ex sindaco Valentino Castellani, nel suo intervento, ha messo in guardia dal fenomeno dell’astensionismo: “occorre porsi il problema di quel 50% che considera irrilevante il voto. Un fatto preoccupante”. Per Castellani occorre al più presto esplorare e proporre nuovi strumenti di partecipazione popolare.  “Un fatto che  va ben oltre l’episodico ascolto dei cittadini e che va organizzato, anche riprendendo in modo nuovo i vecchi comitati di quartiere”.  Si tratta di strumenti di partecipazione strutturata (town meeting) che assolvono anche ad un ruolo importante nella mediazione dei conflitti sul territorio.

Nadia Conticelli , dir prov. Pd, ha puntato il dito sulla stasi registrata sul tema “grandi opere” ribadendo la necessità e la priorità per la città di riprendere interventi di rilievo sul territorio come quello per un moderno collegamento interconnesso, partendo dalle Stazioni di Porta Nuova e Porta Susa. Questo ricordando l’importanza di una pronta estensione della metropolitana cittadina, assolutamente in ritardo rispetto al resto d’Europa.  

“Occorre andare oltre la democrazia recitativa” è il messaggio del vicepresidente Consiglio comunale  Enzo Lavolta che stigmatizza  certe rigidità del mondo ambientalista che hanno  il vezzo di favorire ed  esasperare conflitti invece di favorire un reale costruttivo orientamento  della maggioranza verso una sostenibilità condivisa. 

 Con orgoglio Lavolta ha ricordato le eccellenze sviluppate in tutta la città metropolitana con la rete di teleriscaldamento e nella gestione del ciclo dell’acqua. Acqua davvero buona e autentico bene comune per oltre 200 comuni grazie a una partecipata che si pone all’avanguardia in Europa. 

La veterana dem canavesana Gianna Pentenero , reduce da un brillante successo personale in queste amministrative, ha messo  in guardia da una certa rilassatezza riscontrata verso l’imminente ballottaggio: “Ho la percezione di una certa disaffezione verso l’impegno per il voto”. Una sorta di campanello d’allarme per un ulteriore impegno di fronte a un appuntamento non  ancora vinto, per non rilassarsi  sui positivi risultati raggiunti. 

 Risultati su cui ha pesato oltre al successo della lista civica Torino Domani anche il contributo  della nuova formazione “Sinistra ecologista”.  Una sinistra che, una volta tanto, si ritrova, dialoga, discute con passione e serenità, guardando più  al futuro che all’atavica tendenza al frazionismo.  

“Avevano fame di politica” è il commento più eloquente tra le decine di ringraziamenti e apprezzamenti diretti a Pino de Michele dai partecipanti all’iniziativa.  Partecipanti che sono intervenuti principalmente  in quanto persone ancora affascinate dalla passione e dal confronto politico e non come espressioni ed esponenti di formazioni e di  esperienze del passato. Un fatto positivo riscontrabile in due elementi: l’attenzione all’ascolto e la proiezione costruttiva e pragmatica e non polemica rivolta al futuro.   

Non a caso tra i numerosi partecipanti all’incontro oltre a Silvio Viale, Igor Boni, Paolo  Chiavarino, Elena Apolloni (Demos)  vi erano anche diversi personaggi, ritornati all’ovile dem, dopo aver percorso in questi anni altre strade spesso centriste e non solo. Oggi sul piano politico avviare laboratori e centri di confronto sia fondamentale per andare oltre una politica basata solo su eventi e scontri sui media. Una scommessa non facile che  Pino de Michele porta avanti convintamente incentivando una partecipazione diretta che resta il sale della democrazia.  E non a caso l’incontro avrà un seguito stimolato dalla forte esigenza di confronto e partecipazione spontaneamente riscontrata. 

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