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lunedì, 2 Agosto 2021

Cassa integrazione al termine, milioni di lavoratori a rischio

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Federico Depetrishttp://www.avvocatodepetris.it/
Avvocato del Foro di Torino (per la biografia completa visitare il sito internet www.avvocatodepetris.it) è appassionato di scrittura, politica e di storia del diritto. Collabora con Nuova Società curando la rubrica “Aequitas” dove si approfondiscono tematiche giuridiche e argomenti di attualità.

Sta per finire la Cassa integrazione: milioni di lavoratori a rischio. Con lo scoppio dell’emergenza sanitaria per il diffondersi del Covid 19 è esplosa anche la crisi economica e produttiva. Il Governo, opportunamente, ha messo in campo ingenti risorse per garantire a tutte le imprese l’accesso alla cassa integrazione, garantendo così ai lavoratori il mantenimento di un reddito senza gravare sulle imprese chiuse ed impossibilitate ad operare.

Parallelamente, com’è noto, è stato introdotto, in via eccezionale, il blocco dei licenziamenti ad oggi prorogato sino al 17 agosto 2020, ma il governo sta valutando di slittare ulteriormente il blocco dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo (si ipotizza sino al 31.12.2020).

Parallelamente, però, dovrà anche essere prorogata la Cassa integrazione. Ad oggi, con il blocco dei licenziamenti sino al 17 agosto, la Cassa integrazione rischia di non bastare per tutti. Si calcola, infatti, che già a partire dalla prossima settimana alcune aziende potrebbero aver integralmente consumato le settimane di Cassa integrazione straordinaria per Covid-19.

La situazione, che già si era presentata nei mesi precedenti prima della proroga al 17 agosto del blocco dei licenziamenti, rischia di creare una vera e propria bomba sociale. Le imprese, infatti, ancora attanagliate dalla crisi da un lato non possono procedere ai licenziamenti e dell’altra non sono nelle condizioni di poter utilizzare la forza lavoro e quindi di retribuirla. Le imprese inizieranno quindi a far consumare ferie e permessi maturati e poi saranno costrette a sospendere i lavoratori e a non retribuirli sino a che non saranno riattivati gli ammortizzatori sociali. Vi è il fondato timore che milioni di lavoratori rimangano per alcune settimane privi di retribuzione. Le imprese infatti ai sensi degli artt. 1256 e 1463 e ss c.c potranno sospendere, per causa di forza maggiore, i lavoratori e, non avvalendosi delle loro prestazioni, essere esonerati dal retribuirli.

Normalmente le aziende prive di commesse ricorrerebbero ai licenziamenti (che oggi sono invece bloccati) e quindi i lavoratori avrebbero quantomeno accesso alla Naspi (ossia la disoccupazione).Il governo deve quindi provvedere, urgentemente ad allungare la Cassa integrazione sino a garantire la copertura di tutto il periodo di blocco dei licenziamenti.

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