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venerdì, 19 Luglio 2024

Caso Brescia, parlano Ricca e Carbonero della Lega: "Assolutamente deprecabile"

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Dopo le pesanti parole di Mario Brescia, ex leghista e attualmente consigliere della nona Circoscrizione di “Per la nostra terra e la nostra gente”, con le quali definiva i due marocchini uccisi in via Nizza “due escrementi umani” su Facebook, siamo andati a sentire cosa pensano dell’accaduto i consiglieri comunali Fabrizio Ricca e Roberto Carbonero della Lega Nord.
I due leghisti, dopo aver messo le mani avanti definendo il post di Brescia «assolutamente deprecabile», e dopo aver preso le distanze ribadendo l’espulsione del consigliere dal loro partito avvenuta già nel 2012, in parte sminuiscono l’accaduto e giustificano le frasi di Brescia.
Lo fanno sottolineando il fatto che secondo loro, potrebbe essere stato spinto a scrivere quelle parole dagli atteggiamenti tutt’altro che cortesi che di solito hanno i parcheggiatori abusivi, categoria alla quale appartenevano le due vittime di via Nizza, che stando alla parole di Ricca, sono stati dipinti dai giornali «Come due bravissime persone quando in realtà chi conosce la zona degli ospedali sa che il parcheggiatore abusivo è quasi un fastidio – specifica – ti minaccia, vuole la moneta e non ricordo di nessun parcheggiatore contento di non riceverne una» conclude Ricca.
Brescia, secondo loro, sarebbe stato quindi colto da un momento di rabbia nei confronti di chi è destinato a «rimanere un clandestino», e non bisognerebbe dare troppa importanza ad un commento che, «in un altro momento – come precisa Carbonero – lontano magari dalle elezioni, non avrebbe avuto tanta importanza. I giornali hanno enfatizzato la cosa».
Entrambi i consiglieri concordano sul fatto che come minimo Brescia, dovrebbe scusarsi nei confronti di una «città che sta lavorando per un’integrazione corretta». Ricca conclude commentando la proposta Michele Curto, capogruppo di Sel di isolare Mario Brescia: «Si è già isolato da solo. Dopo affermazioni del genere è la comunità stessa a rigettare chi pronuncia certe parole. Non so con quale faccia potrà presentarsi al consiglio. Mi auguro che almeno a memoria possa chiedere scusa, perché tutti possono sbagliare, magari condizionato da mille fattori uno può dire cose che non pensa, anche perché – conclude- spero non pensi davvero quello che ha scritto».

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