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giovedì, 18 Luglio 2024

Carceri e coronavirus, dal PD piemontese richiesta al Senato per misure alternative

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Giulia Zanotti
Giulia Zanotti
Giornalista dal 2012, muove i suoi primi passi nel mondo dell'informazione all'interno della redazione di Nuova Società. Laureata in Culture Moderne Comparate, con una tesi sul New Journalism americano. Direttore responsabile di Nuova Società dal 2020.

Il Partito Democratico piemontese pone l’accento sulla questione delle carceri, dove la situazione sanitaria rischia di accelerare il contagio da Coronavirus tra detenuti e operatori. Visto che già a livello nazionale si parla di 19 contagi tra detenuti e di oltre cento tra personale di polizia.
“Prima dell’inizio dell’emergenza, erano ristrette in Piemonte 4.553 persone a fronte di una capienza regolamentare di 3.971 posti” spiegano il segretario piemontese Paolo Furia e Michele Miravalle. “In percentuale significa che in Piemonte il sovraffollamento è del 115% (con picchi, del 150% nel carcere di Alessandria e del 135% a Torino). Solo con la riduzione del sovraffollamento è possibile far rispettare, anche in carcere, le norme igieniche prescritte dalle autorità sanitarie e garantire eventuali periodi di isolamento sanitario per le persone positive”.
Gli esponenti Dem annunciano dunque che “il Partito Democratico, in linea con quanto richiesto dai Garanti dei diritti dei detenuti e dai sindacati di polizia, ha depositato in Senato una serie di emendamenti, firmati anche dalla senatrice Anna Rossomando in accordo con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis, per allargare la platea di coloro che potrebbero accedere alle misure alternative. Nessun indulto mascherato, ma la semplice applicazione dei diritti previsti dalla Costituzione. I detenuti che escono dal carcere continuano infatti a scontare la loro pena in detenzione domiciliare. Rimango esclusi da queste misure coloro che sono stati condannati per reati di particolare allarme sociale, come i reati di mafia e i reati sessuali”.

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